Per il segretario del Prc Paolo Ferrero «gli arresti di stamane sono l'ennesimo tentativo di ridurre il movimento No tav ad un problema di ordine pubblico al fine di dividerlo e delegittimarlo. È l'ennesimo punto di continuità tra il governo Berlusconi e il governo Monti: non si riconoscono le ragioni di chi protesta, non si tratta, ma si agisce militarmente, si determina un clima di tensione e poi si processa sulla base degli scontri che avvengono. Il 28 giugno e il 3 luglio ho partecipato anch'io alle manifestazioni in Val di Susa -ricorda quindi- sono stato abbondantemente gasato e voglio affermare ancora una volta che - al contrario di cosa si vuol far credere - il movimento No tav non è un problema di ordine pubblico ma una grande esperienza politica», ha concluso.
Di Alberto Burgio
Riflettere sulla «costruzione sociale del male» a proposito delle atrocità collettive generate dal nazismo e in particolare in relazione alla Shoah restituisce attualità alla questione che si può dire abbia motivato l’intera ricerca di Primo Levi: capire – per quanto possibile – ciò che avvenne nell’Europa sottomessa al nazismo implica in effetti riuscire a «capire i tedeschi».
Violenza inutile
Nella misura in cui fu il fascismo tedesco, il nazismo costituì un fenomeno generale, inquadrabile nel contesto della modernizzazione europea, sullo sfondo della crisi economica e sociale connessa allo sviluppo della società di massa, alla torsione sciovinista e imperialista delle politiche statuali e alle ripercussioni della prima guerra mondiale, della rivoluzione d’Ottobre e della Grande crisi del ’29. Rientrano in tale contesto generale il travolgimento delle strutture dello Stato liberale di diritto e l’instaurazione di un potere discrezionale, la brutale ripresa del colonialismo, la deriva razzista e lo stesso sopravvento della razionalità tecnica messo in rilievo da analisi classiche delle cause dello sterminio, da Günther Anders a Detlev Peukert, a Zygmunt Bauman.
Vi è tuttavia una specificità. A fare del nazismo un unicum nel quadro dei fascismi e dei cosiddetti «totalitarismi» fu una violenza estrema e «inutile», in larga misura fine a se stessa, un surplus di violenza che non dev’essere confuso con la manifestazione di impulsi sadici da parte di singoli individui, come nel caso dei torturatori di Abu Ghraib.