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Roma, San Lorenzo, 2-26 settembre: prima festa della Federazione della Sinistra PDF Stampa E-mail
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Giovedì 10 Giugno 2010 00:32

 

Roma, 2-26 settembre: prima festa della Federazione della Sinistra

La prima Festa nazionale della Federazione della Sinistra si terrà a Roma (San Lorenzo) dal 2 al 26 settembre: un appuntamento politicamente rilevante, sia perché è la prima iniziativa della Federazione (fondata da Prc, Pdci, Socialismo2000, Lavoro e solidarietà e aperta a tutta la sinistra italiana, comunista e socialista, ambientalista e femminista, movimentista e associativa) nella nuova e infuocata stagione politica, sia per l’attenzione dimostrata dai tanti interlocutori della scena politica e sindacale italiana che hanno accolto l’invito al confronto con Cesare Salvi, Paolo Ferrero, Oliviero Diliberto, Gian Paolo Patta e gli altri dirigenti della Federazione.

Tra i numerosi ospiti che hanno già confermato la loro presenza ai dibattiti: Pier Luigi Bersani, Bianca Berlinguer, Angelo Bonelli, Sergio Chiamparino, Giuseppe Chiarante, Giorgio Cremaschi, Furio Colombo, Concita De Gregorio, Luigi De Magistris, Michele Emiliano, Guglielmo Epifani, Claudio Fava, Antonio Gramsci jr, Ferdinando Imposimato, Oscar Lafontaine, Maurizio Landini, Claudio Martini, Citto Maselli, Roberto Natale, Leoluca Orlando, Rossana Praitano, Norma Rangeri, Massimo Rendina, Stefano Rodotà, Livia Turco, Nicola Zingaretti.

La Festa sarà occasione per affrontare i temi dell’attualità politica, sindacale e sociale, attraverso una serie di incontri dedicati al confronto tra le opposizioni del centrosinistra, alla crisi politica e economica, ai problemi del lavoro, alla questione femminile, alla libertà di stampa, all’immigrazione, alle carceri, ma anche ai problemi di Roma e del Lazio.

Dopo i dibattiti e le presentazioni di libri (in un’area dedicata), e dopo le soste ai ristoranti e ai punti ristoro tradizionali, le serate della Festa saranno concluse da spettacoli, film e musica di qualità.

 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 

In direzione ostinata e contraria

1° festa nazionale della Federazione della Sinistra

Roma – Giardini di Piazzale del Verano dal 2 al 26 settembre 2010

 

il programma

giovedì 2 settembre

ore 19.30: Il fallimento di Alemanno

dibattito con A. Catarci (Pres. XI Municipio), P. Berdini (Urbanista), M. Causi(Deputato PD),

L. Mazzoli (Segretario Generale FP CGIL Lazio), R. Giulioli (Fed. della sinistra- Roma).

Coordina M. Rosati (Esecutivo Fed. della sinistra-Roma).

ore 22.00: Fleur du Mal - concerto

venerdì 3 settembre

ore 18.00: Diritti, partecipazione, servizi, vivibilità: progettiamo insieme il Municipio

III

ore 19.30: Fuochi di guerra in medi oriente. Il fallimento di Obama

dibattito con F. Amato (Cons. naz. Fed. della sinistra), L. Morgantini (già vicepresidente

parlamento europeo), S. Cararo (Forum Palestina), L. Mussi (Un ponte per…), Y. Salman

(delegato della Mezzaluna Rossa palestinese in Italia). Coordina M. Musolino (Fed. Della

Sinistra)

ore 22.00: Franco Bolignari - concerto jazz/blues

sabato 4 settembre

ore 18.00: No al nucleare si alle energie rinnovabili. Come difendere l'ambiente nella

regione Lazio.

dibattito con A. Bonelli (capogruppo Verdi - Regione Lazio), C. Caiazza (segretario

generale CGIL Civitavecchia), P. Del Vecchio (docente universitario Ingegneria Roma Tre),

A. Masullo (docente di “Energie rinnovabili” Università Urbino), I.Peduzzi (capogruppo

Federazione della Sinistra – Regione Lazio). Coordina G. Alibrandi (Ass. Otherearth

Lazio).

ore 19.30: Attraverso le sbarre. Viaggio nella condizione di detenzione in Italia.

dibattito con G.Russo Spena (Cons. Naz.-Fed. Della sinistra), D. Galano (Associazione

Antigone),

L. Lamonica (Coord Naz. FP CGIL DAP), I. Testa (Associazione Il Detenuto ignoto), V.

Calderone (Associazione A buon diritto), F. Rossetti (Coordinatore nazionale sanità Spi Cgil), D. Caponetti (Dirigente centro giustizia minorile Lazio), J. Stefania Labbate

(università La Sapienza) e M. Pontillo (Sportello sociale Ponte Mammolo). Coordina S.

Bonadonna (Fed. della Sinistra)

Sono invitati e parteciperanno esponenti del mondo associativo politico e sociale che

seguono le vicende connesse al sistema detentivo.

ore 22.00: Le Carote Sbriciolate - concerto reggae

domenica 5 settembre

ore 18.00: Dalla crisi economica alle politiche sociali: quale futuro per i giovani?

dibattito con A. Carnicella (lavoratrice Agile ex Eutelia), C. Coppola (coord. to regionale

FGCI), C. Foffi (FIOM, RSU Schneider Electric), F. Piobbichi (Fed della Sinistra), L. Turco

(resp. Politiche sociali PD). Coordina F. Cannizzo (coord.re regionale GC).

ore 19.30: Casa l’emergenza voluta. Potere e politica a Roma

R. Catracchia (Fed della sinistra –Roma), A.Fascetti (Asia/USB), B. Mancuso (Action),

G.Lanciano (Unione Inquilini), L.Fagiano (Coordinamento lotta per la casa), F. Smedile

(PD), S. Zuppello (SeL). Coordina C. Ursella (Fed. della Sinistra-Roma).

ore 22.00: ricordo di Ivan della Mea - serata della canzone politica

lunedì 6 settembre

ore 18.00: Quel che il futuro dirà di noi - presentazione del libro di Paolo Ferrero

ne discutono con l'autore Rosa Mordenti (Carta), Guido Moltedo (Europa). Coordina

Augusto Rocchi (Fed. della Sinistra)

ore 19.30: Spazio pubblico, dominio maschile

dibattito con R.Rinaldi (Esecutivo.naz. Fed. Della sinistra), S. Pisa (SeL), F. Redavid

(FIOM nazionale), E Coccia (direttivo naz.le Giuristi Democratici), M Grazia Campari

(libera universita' delle donne di Milano). Coordina M. Palermi (Consiglio naz. Fed. Della

sinistra)

ore 22.00: concerto di gruppi musicali emegenti

martedì 7 settembre

ore 18.00: Energia senza scorie

dibattito con M. De Santi (fisico nucleare), A Grandi- (Comitato Sì alle rinnovabili, No al

nucleare), U. Guidoni (SeL), V. Cogliati Dezza (presidente nazionale Legambiente), T.

Sodano (Fed della Sinistra). Coordina E. Romano (esecutivo Federazione della Sinistra di

Roma)

partecipano: S. Leoni (Presidente nazionale WWF), V. Sartogo (Other earth), P. Beni

(Presidente nazionale ARCI), I. Novelli (Presidente nazionale Greenpeace), Comitati

Antinucleare Latina, Comitati antinucleare Alto Lazio

ore 19.30: Dal 1921 al XXI secolo: stessi fascismi?

dibattito con F. De Sanctis (Fed. Della sinistra), M. Rendina (Anpi di Roma), S. Ferrari

(Osservatorio sulla nuova destra Milano), F. Imposimato (ex magistrato), Dino Greco

(Direttore Liberazione). Coordina B. Bracci Torsi (Fed. della Sinistra)

ore 22.00: Teatro delle condizioni avverse: G8/2001: documentari, spettacolo,

testimonianze

mercoledì 8 settembre

ore 18.00: Dall'unità d'azione all'unità politica: l'esperienza del laboratorio della

sinistra del Municipio III

a seguire proiezione del video "San Lorenzo fuori le mura" di A. Canovi e N. Guidetti

ore 21.00: L'Italia è una Repubblica democratica fondata sul lavoro

dibattito con M. Landini (Segretario Generale Fiom), S. Rodotà (Giurista) , V.Agnoletto

(già parlamentare europeo Gue/NGL) , G. P. Patta (Esecutivo Fed. della sinistra). Coordina

Carmen Santoro (Giornalista TG3)

ore 22.00: concerto di gruppi musicali emegenti

giovedì 9 settembre

ore 17.00: Fine del blocco, liberare i 5

dibattito con Rodney Lopez (Ambasciatore di Cuba), Sergio Marioni (Presidente

Associazione Italia-Cuba), Silvia Baraldini (Comitato Giustizia per i 5), Luciano Vasapollo

(Nuestra America), Luciano Jacovino (Ass. La Villetta), Michele Capuano (Comitato Fabio

Di Celmo), Stefano Fedeli (Fed. della Sinistra).

ore 18.00: Cricca Economica presentazione del libro di E. Bonaccorsi e D. Nalbone.

Coordina Fabio Sebastiani (Liberazione)

ore 21.00: America Latina: un continente in movimento

dibattito con A. Riccio (Giornalista), O. Diliberto (Fed. della Sinistra), C. Grassi (Fed. della

Sinistra). Coordina F. Francescaglia (Fed. della Sinistra)

Saranno ospiti gli ambasciatori di Cuba,Venezuela, Bolivia e Uruguay.

ore 22.00: Vogliam la libertà - musica popolare

venerdì 10 settembre

ore 17.00: Palestina terra cancellata dalle mappe. 10 domande sul sionismo

 

presentazione del libro, ne discutono M. Benevento, B. Saleh, B. Steri. Coordina F.

Maringiò

ore 18.30: “Scusate il ritardo”. Immigrazione: dal diritto di voto all’accesso alla

cittadinanza

dibattito con P. Soldini (responsabile nazionale immigrazione CGIL), M. Frias (ex

parlamentare in commissione affari costituzionali), Queenia Pereira De Oliveira

(Rappresentante associazione G2), A. Maria Rivera (Università di Bari), M Maciotti

(Coordinatore nazionale Forum Immigrazione PD), N Hassan (Comitato immigrati in

Italia), S. Ragusa (Coordinatrice nazionale movimento Primo Marzo), C. Graziano

(Consiglio nazionale Arci). Coordina S. Galieni (Fed. della Sinistra)

Sono invitati e parteciperanno rappresentanti del mondo antirazzista e

dell’associazionismo migrante

ore 22.00: Teatro e Rap con Alessndra Magrini e Assalti Frontali

sabato 11 settembre

ore 17.30: Riformare gli ammortizzatori sociali, istituire il reddito sociale minimo

dibattito con B. Busi (Femminista), A. Fumagalli (Economista), M. Franco (Coord. Naz.

USB), V. Scudiere (Segr. Naz. CGIL) A. Rocchi (Fed. della Sinistra). Coordina F. Barra

(Fed. della Sinistra)

ore 19.30: La cricca, la casta e la questione morale

discussione a partire da libro "Il costo della democrazia" di Cesare Salvi e Massimo

Villone, ne discutono con gli autori Furio Colombo (editorialista), Gianfranco Mascia

(blogger e attivista Popolo Viola)

ore 22.00: Villa Ada Posse - concerto

domenica 12 settembre

ore 19.30: Diritti Civili e diritti sociali: dal pride di Napoli all’Europride

dibattito con C. Cremona-I Ken. G. (Portavoce Pride Napoli), G. Curati (Presidente Arci

lesbica Le Maree– Portavoce Pride Napoli), P.Mascasciano (Presidente MIT), K. Mondrian

(Corpo Libero R. Praitano - Circolo Mario Mieli). Coordina A. Sonego (Libera Università

delle donne di Milano - Fed della Sinistra)

ore 22.00: Diva Scarlet - concerto

lunedì 13 settembre

ore 18.00: Nonostante Auschwitz. Il «ritorno» del razzismo in Europa - presentazione del libro di A. Burgio, ne discutono con l'autore A. M. Rivera, C. Tarantino, T. Dell'Era. Coordina S. Oggionni

ore 19.30: Acqua buona, acqua pubblica

dibattito con G. Ferrara (costituzionalista), M. Bersani (Forum dei movimenti per l’acqua),

R. Musacchio (SeL), M. Campese (Assessore Regione Puglia), D. Caserta ( WWF), G.

Spigola (Fed. della Sinistra), S.Cerusico (Fed. della Sinistra), C. M. Pesacane (Presidente

nazionale Forum Ambientalista), L. Nivarra (Università Palermo). Coordina A. Nicotra

(Cons. Naz. Fed. della Sinistra)

ore 22.00: Dubbi Forti - concerto

martedì 14 settembre

ore 18.00: Regione Lazio: nessuna legge sul corpo delle donne

dibattito con L. Canitano (Presidente Associazione “Vita di Donna”), C. Cantatore (U.D.I.

Monteverde – Roma), M. Grano (Collettivo Donne per l’autodeterminazione – Streghe per

sempre), M. Rosaria Marella (Federazione della Sinistra). Coordina M. Bonafoni (Direttrice

Radio Popolare Roma)

ore 19.30: Le lotte contro la crisi a Roma e la manifestazione del 16 ottobre

dibattito con F. Nobile (Portavoce Fed. della Sinistra-Roma), G. Cremaschi (Fiom-CGIL), P.

di Vetta (Movimenti per il diritto all’abitare), L.Nieri (SeL), N. Simeone (Sinistra Critica), S.

Cararo (Rete dei Comunisti), G. Salvatori ( Lavoratrice Eutelia), P. Sozzio (Lavoratrice

Open Trambus). Coordina G. Carroccia (Esecutivo Fed. della Sinistra Roma)

ore 22.00: Tuparuja - concerto musica etnico popolare

mercoledì 15 settembre

ore 18.00: L'università struccata - presentazione del libro di R. Mordenti

ne discutono con l'autore F. Polcaro, S. Tuzi. Coordina E. Forenza

ore 19.30: Crisi di governo e amministrative: elezioni alle porte?

dibattito con L. Orlando (IDV), C. Martini (PD), A. Bonelli (Verdi), C.Fava (SeL), C. Grassi

(Esecutivo Fed. della Sinistra). Modera S. Garambois (Giornalista)

ore 22.00: Scuola Popolare di Musica di Testaccio - concerto

giovedì 16 settembre

ore 18.00: Dal Piacere alla Dolce Vita - presentazione del libro di G. Borgna e A.

Debenedetti

ne discutono con gli autori G. Ferroni, L. Villari. Coordina C. Morgia

ore 19.30: Federalismo e diritti eguali: un'equazione possibile?

dibattito con C. Salvi (Portavoce Naz. della Fed della sinistra), S. Chiamparino (sindaco di Torino), M. Emiliano (sindaco di Bari), G. Ferrara (Costituzionalista), G. L. Pegolo (Cons.

Naz. Fed della sinistra). Modera Gabriele Polo (giornalista de “il manifesto”)

ore 21.30: Quando combattono gli elefanti - proiezione del film di S. Amendola

a seguire incontro con il regista e D. De Angelis

venerdì 17 settembre

ore 18.00: Il diritto allo studio nella regione Lazio

dibattito con Angelucci (coordinamento scuole secondarie Roma), D. Ciarafoni (Unione

degli studenti), F. Cori (coordinamento “precari scuola”), C. Maceri (tavolo per la difesa

scuola statale Toscana), S. Salacone (Associazione “Non rubateci il futuro”). Coordina L.

Fra leone (Federazione della Sinistra Lazio)

ore 19.30: Quel che resta dell'università

dibattito con A. Burgio (Docente universitario-Cons. Naz. Fed della Sinistra), S. Ciattini

(ANDU), A. Ferretti (Rete 29 aprile), L. Governali (Coordinamento dei collettivi), C. Riccio

(Link). Coordina M. Rosaria Marella (Cons.Naz. Fed. della sinistra)

ore 22.00: Just 4 jazz ladies - concerto

sabato 18 settembre

ore 18.00: 2 passi indietro e uno avanti - pubblicazione di G. P. Patta

ne discutono con l'autore G. Pagliarini, L. Campetti. Coordina Rosy Tomassi

ore 21.00: L'Italia tra crisi e cricche criminali

dibattito con L. De Magistris (IDV), A. Ingroia (Magistrato), O. Licandro (Esecutivo Fed.

della Sinistra), Don Tonio Dell’Olio (Libera). Coordina Francesco Bonazzi (giornalista

Secolo XIX)

ore 22.00: Alex Ta la Chave

domenica 19 settembre

ore 16.00: attivo scuola della Federazione della Sinistra

ore 18.00: Per Amore o per forza - presentazione del libro di Cristina Morini

ne discutono con l'autrice L. Santilli, V. Greco, M. R. Marella, D. Greco, P. Bianchi e ..."le

altre donne di classe"

ore 19.30: La lotta fa scuola

dibattito con D. Pantaleo (Segretario nazionale FLC CGIL), G. (Direttivo ARS), T. Russo

(UDS) D. Chiesa (insegnante), A. Stammati (Esecutivo nazionale Cobas Scuola), E.

Pascarella (Coordinamento Precari Scuola). Introduce V. Meloni (Resp. Scuola PRC-Fed

della sinistra). Conclude P. Bergonzi (Resp. Scuola PdCI -Fed. della sinistra). Coordina M.

Boscaino (giornalista) 

ore 22.00: The Lemmings

lunedì 20 settembre

ore 19.30: Crisi nel Lazio: occupazione-welfare

dibattito con C. Di Berardino (segretario CGIL Roma e Lazio), N. Festuccia

(Coordinamento nazionale “Unione Sindacale di Base”), G. Malaspina (Fed. della Sinistra

Roma), N. Zingaretti (Presidente della Provincia di Roma) Coordina F. Piccioni (Il

Manifesto)

ore 22.00: Di Laurenzio Stella group - jazz al femminile

martedì 21 settembre

ore 19.30: L’attacco ai diritti, il ricatto delle delocalizzazione, la necessità di

un’alternativa nelle politiche industriali. Il caso Fiat

dibattito con G. Airaudo (Segr. Naz. Fiom), F. Garibaldo (Sociologo), N. Nicolosi (Segr.

Naz. CGIL), G. Viale (Saggista, ambientalista). Coordina R. Fantozzi (Fed della sinistra)

Al dibattito interverranno lavoratori del gruppo Fiat. Tra gli altri S. Birotti-Pomigliano,

U.Bolognesi-Rsu Mirafiori, D.Miniscalchi Rsu Fiat Sata

ore 21.00: La classe operaia, ritorno al futuro

dibattito con G. Epifani (Segr. Gen. CGIL) e O. Diliberto (Segr. Naz. PdCI.- Fed della

Sinistra)

Modera Pietro Spataro (vice direttore dell’Unità)

ore 22.00: gruppi emergenti - concerto

mercoledì 22 settembre

ore 18.00: Lezioni sul fascismo di Togliatti - presentazione della nuova edizione a cura

di F. M. Biscione

ne discutono A. Burgio, G. Chiarante, G. Liguori. Coordina C. Morgia

ore 21.00: Costruire l'alternativa alla destra. Confronto tra PD e Federazione

dibattito con P.L. Bersani (Segr. Naz. PD), C. Salvi (Portavoce Naz. Fed della sinitra).

Modera C. Sardo (giornalista de Il Messaggero)

ore 22.00: Tanqueray - concerto blues

giovedì 23 settembre

ore 18.00: Verso un autunno caldo: la crisi dell’università

dibattito con V. De Cesare (coord.trice GC Roma), R. Mordenti (docente Università “Tor

Vergata”), F. Nobile (vicepresidente Commissione Istruzione Cons. reg.le Lazio), S. Tuzi

(ricercatrice “Rete 29 aprile”), Atenei in rivolta Uniriot. Coordina G. Lorefice (resp. Naz.le

Movimenti FGCI)

ore 21.00: Tagli, divieti e censure: la mordacchia ai giornali

dibattito con M.Palermi (Cons. Naz. Fed della Sinistra), C. De Gregorio (direttore Unità),

N. Rangeri

(direttore de il Manifesto), D. Greco (direttore Liberazione) R. Natale (presidente FNSI).

Coordina R. Rinaldi (Esecutivo Fed della Sinistra)

ore 23.00: Rosso piceno - concerto

venerdì 24 settembre

ore 17.00: Un'altra... Europa.eu - seminario presentazione del sito web

intervengono F. Amato, F. Francescaglia, R. Cilloco, V. Giacche’, P. Leonardi, D. Moro, S.

Valentini, B. Steri

ore 21.00: Democrazia o mercato? Rifondare l’Europa

dibattito con O. Lafontaine (Die Linke) e P. Ferrero (Segr Naz. PRC- Fed della sinistra).

Modera B. Berlinguer (direttore Tg3)

ore 22.00: 6/ottavi - concerto cover Rino Gaetano

sabato 25 settembre

ore 17.00: Dizionario gramsciano 1926-1937 - presentazione

ne discutono L. Cavallaio, A. D’Orsi, A.Gramsci jr, G. Liguori, P. Voza. Coordina P.

Pellegrini

ore 19.00: Per un "nuovo senso comune": le culture della trasformazione contro

l’egemonia berlusconiana

dibattito con M. Luisa Boccia (filosofa), A. D’Orsi (storico), G. Ferrara (costituzionalista), C.

Maselli (regista), R. Passini (giurista), F. Raparelli (ricercatore precario). Coordina E.

Forenza (Fed. della Sinistra)

ore 22.00: One Love Sound System

domenica 26 settembre

mattina: assemblea delle donne della Federazione della Sinistra

a seguire pranzo sociale

ore 16.30: Crisi, lavoro, salario: le proposte dei giovani della Federazione per

l’autunno

dibattito con F. Arzarello (coordinatore nazionale Fgci), S. Bellavita (segreteria nazionale

Fiom Cgil), A. Belligero (portavoce nazionale Gc), E. Brancaccio (economista, Università

del Sannio), V. Giacché (economista), F.De Mattia (Coord. NIDIL CGIL Roma e Lazio), S.

Oggionni (portavoce nazionale Gc)

ore 19.00: Dalla Festa alla lotta, il futuro della Federazione della sinistra

dibattito di chiusura della Festa nazionale con F. Nobile, R. Rinaldi, C. Salvi

ore 22.00: Taranta e musica popolare - ballo in pizzica

ore 23.30: estrazione biglietti della lotteria

 

Ultimo aggiornamento Martedì 31 Agosto 2010 13:41
 
FERRERO; IL NOSTRO SI A BERSANI MA FUORI DAL GOVERNO PDF Stampa E-mail
Scritto da Administrator   
Giovedì 13 Maggio 2010 18:43

Intervista di Paolo Ferrero fatta da Daniela Preziosi  sul Manifesto.

Segretario Paolo Ferrero, il sì del Prc all'Alleanza democratica di Bersani è quello della forza del centrosinistra oggi più lontana dal Pd. Cosa vi fa decidere di starci?
Quella di Bersani è la stessa proposta che ho fatto io da tempo, per la precisione dal marzo scorso, a nome della Federazione della sinistra: un fronte democratico che ha l'obiettivo di sconfiggere Berlusconi e cambiare la legge elettorale in senso proporzionale, in un quadro di salvaguardia democratica e di giustizia sociale. Ma questo fronte non coincide con il governo che ne può emergere. Per noi oggi non ci sono le condizioni per far parte di un governo con questo centrosinistra. La logica che spinge Bersani mi pare la stessa. Del resto per cacciare Berlusconi, fare la nuova legge proporzionale e uscire dal bipolarismo sono pronto ad allearmi anche col diavolo.

Ma il leader Pd ribadisce la scelta del bipolarismo e la preferenza per l'uninominale. Non il proporzionale: vuole il ritorno al Mattarellum.
Noi siamo per il proporzionale secco. Altri, come noi, preferiscono il modello tedesco, penso a D'Alema, a Rutelli, a Casini. Vuol dire che ne parleremo. Ma il punto è che fino a qui la discussione era solo sull'impianto veltroniano, bipolarista e persino bipartitico, il cui unico obiettivo era ammazzare le forze della sinistra. Ora invece il tema è su come si va verso il proporzionale, o comunque come si realizza un sistema plurale. Da questo punto di vista il Mattarellum è un passo avanti. Poi il grado di compromesso finale si vedrà. Ma si va nella direzione giusta.

L'Italia dei valori ha detto sì all'alleanza a patto che non ci sia l'Udc. Vale lo stesso anche per voi?
Noi non poniamo veti. Perché noi, a differenza di Di Pietro, non siamo interessati a governare con loro. Il fronte democratico è una proposta rivolta a tutte le forze dell'opposizione. E in tutta franchezza voglio dire che il modo in cui si definirà questo fronte lo vedremo. È chiaro che non ci potranno essere mafiosi in lista, e che il profilo morale dei candidati debba essere solido. Ma voglio ricordare a Di Pietro che nel Comitato di liberazione nazionale c'erano anche i monarchici. Quanto al resto, l'Idv negli anni scorsi ha votato i finanziamenti alla scuola privata, come l'Udc. Era favorevole alla Tav, come l'Udc. Non era insieme a noi contro la legge 30, come l'Udc; né per la commissione d'inchiesta sui fatti di Genova, sempre come l'Udc. Io so che con loro tutti non posso governare. Ma per fare un fronte democratico porte aperte a tutte le opposizioni.

Viceversa è difficile che l'Udc accetti una qualche alleanza con un partito ancora comunista.
Fatti loro. E sarebbe strano, in ogni caso: in Piemonte siamo stati alleati contro l'indigeribile leghista Cota. E in Liguria governiamo insieme. Ci presenteremo al voto come Federazione della sinistra, che nel simbolo ha una bella falce e martello. E, lo diciamolo subito, non siamo disponibili a toglierla. Ma ripeto: non mi interessa il governo, non faccio il rompiballe che fra due mesi si rimangia tutto.

A proposito di questo: il governo del vecchio Ulivo è caduto da sinistra, l'avete buttato giù voi nel '98. E l'Unione, che invece è caduta da destra per i voti di Mastella, aveva una sinistra in forte sofferenza che aveva definito «morente» l'esecutivo. Crede che gli elettori avranno voglia di votare alleanze con questi precedenti?
Ma infatti io non voglio stare in un'ammucchiata di governo con forze che vent'anni fa ricoprivano tutto l'arco costituzionale. Il punto decisivo è costruire una legge elettorale che permetta a certe posizioni di esprimersi. Berlusconi di suo ha il 30 per cento nel paese, non di più. Ma l'attuale legge elettorale gli consegna i numeri che ha. C'è invece una larga maggioranza nel paese contro Berlusconi: bisogna costruire subito, nei primi tre mesi di governo, una legge che le restituisca la rappresentanza in parlamento. E lì poi ci ci può essere Montezemolo, che considero un nemico di classe, e Casini, con il quale mai governerei.

Ma il governo che deve fare la legge in tre mesi è quello dell'Ulivo, o uno a tempo nato dalla crisi del Pdl?
Puntare a un governo di transizione, oltre a essere irrealistico perché non è semplice che Berlusconi vada a casa, è sbagliatissimo. Questo governo farebbe una legge elettorale del tutto al di fuori di una discussione democratica nel paese. E sul piano sociale? Boh, magari farebbe peggio del Pdl. Il rischio vero è che rivergini Berlusconi, gli faccia fare la parte della povera vittima di un intrigo di palazzo, che provochi una delusione pazzesca nel paese. E che poi gli elettori lo rivotino.

Chi è il vostro candidato premier dell'alleanza democratica?
Chiunque. Tranne Fini, perché parliamo comunque di opposizioni. È la forza più grande a dover decidere. Non mi infilerò nella discussione ' primarie sì, primarie no'.

Il Prc preferisce non partecipare alla scelta del premier con le primarie?
È inessenziale. Il punto è costruire la coalizione e il suo programma.

Il Pdci, che è federato con voi, ai gazebo preferisce De Magistris candidato di tutta la sinistra. Voi no?
La discussione è fuori tempo. Se si arriverà ai gazebo discuteremo con i candidati le proposte che avanzeranno. E sottolineo se.

Siete così disinteressati a come si sceglie il capo di una coalizione a cui comunque aderite?
Abbiamo il senso delle proporzioni. Non sta a noi la proposta di un capo di governo di cui comunque non faremo parte. Alle regionali in qualche caso abbiamo partecipato in modo netto alle primarie, e penso a Nichi Vendola in Puglia. In altri casi no.

Proprio per questo non è almeno probabile vi orientiate su Vendola?
Ripeto, non posso saperlo ora, vedremo i programmi, fin qui non se ne sono visti. E ripeto: se siamo interessati al fronte democratico e non al Nuovo Ulivo è perché noi abbiamo un altro progetto politico. Che è quello di unire tutta la sinistra di alternativa. Quindi vogliamo collaborare con l'Ulivo, ma avanziamo una proposta a tutte le forze della sinistra d'alternativa, da Sinistra e libertà di Vendola, a Sinistra critica, al Partito comunista dei lavoratori: costruiamo un polo per l'alternativa, autonomo dal Pd.

Vendola si rivolge a un popolo più ampio, comprendente anche l'elettorato Pd.
In questo caso il popolo della sinistra dovrà dire se vorrà stare dentro l'Ulivo o se vuole costruire una posizione autonoma. Perché poi, una volta sconfitto Berlusconi, c'è da far fronte ai vari Montezemolo, Cei eccetera.

Parla a nome del Prc o anche del Pdci e della Federazione della sinistra?
Sul fronte democratico, la mia posizione è quella della Federazione, l'abbiamo anche votata. Se poi Cesare Salvi, che è il portavoce di turno, ancora non l'ha pronunciata a nome di tutti, è perché è in vacanza per qualche giorno. Ma la Federazione c'è. Al voto politico ci sarà il suo simbolo.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

LUCIANO GALLINO: LOTTA DI CLASSE

Dinanzi al peggioramento generale delle condizioni di lavoro provocato dalla crisi, veniva da chiedersi come mai il conflitto di classe non mostrasse segni di ripresa.

La spiegazione che si soleva dare era che mancava un soggetto capace di trasformare il malcontento dei lavoratori in appropriate iniziative, diffuse e unitarie, sul fronte politico e sindacale. Da ieri sappiamo che quel soggetto esiste e si dà da fare. Non è una nuova formazione politica: è la Fiat. L´invito a starsene a casa, seppur pagati, trasmesso ai tre lavoratori di Melfi nonostante un giudice ne abbia ordinato il reintegro dopo il licenziamento in tronco con l´accusa di sabotare la produzione, nelle intenzioni dell´azienda voleva essere evidentemente una prova di forza. In gioco ci sono i futuri sviluppi del piano "fabbrica Italia" a Pomigliano e a Mirafiori, non meno che a Melfi. Si tratta invece di una prova di debolezza e di un grave errore.
E´ una prova di debolezza perché una volta presentato il ricorso contro l´ordinanza del giudice, sorretto da una poderosa documentazione, un´azienda che si sentisse forte delle proprie ragioni avrebbe potuto aspettare tranquillamente l´esame in tribunale, invece di accanirsi ancora sugli interessati. Il bisogno di dare subito un´altra lezione all´insieme dei dipendenti, tradisce una disposizione a prendere decisioni precipitose che fa pensare ad un´azienda che non si sta affatto muovendo su un terreno solido. Da parte dell´azienda è anche un errore destinato a diffondere a macchia d´olio le preoccupazioni per il futuro che il piano Fiat pare chiaramente anticipare. Abbandono del contratto nazionale, intensificazione massima delle prestazioni, sindacati nell´angolo, e fuori dalla fabbrica il primo che apre bocca o muove un dito. Piaccia o non piaccia ai giudici del lavoro. Finora i lavoratori hanno sopportato. Senza l´aiuto dei sindacati, bisogna dire, tranne la Fiom. Quando hanno potuto esprimersi liberamente, come nel referendum di Pomigliano, un terzo di loro ha fatto sapere che quel futuro non è accettabile. Grazie ad iniziative tipo lo schiaffo ai reintegrati, quel terzo di dissidenti potrebbe anche diventare la metà o magari i tre quarti. E ovviamente non soltanto negli stabilimenti Fiat.
Il ritorno ad un conflitto di classe che si esprima con gli strumenti della democrazia e però mandi in soffitta l´idea reazionaria che per avere e mantenere un lavoro bisogna sottostare a qualsiasi condizione un´azienda si sogna di imporre perché il mondo è cambiato, la globalizzazione lo esige, la competitività ce lo impone ecc., tutto sommato sarebbe una novità interessante nel deserto della politica italiana. Sarebbe paradossale se un efficace contributo al suo ritorno venisse proprio dall´azienda, la Fiat, che negli ultimi mesi ha fatto di tutto per presentarlo come un residuo arcaico della rivoluzione industriale.

Fonte: La Repubblica, domenica 22 agosto 2010
 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

  

 

Questione femminile: la trasformazione della società e le prospettive della liberazione

Di Manuela Grano

La connessione indissolubile tra la gestione del corpo femminile e la riproduzione della società è alla base dei costanti tentativi ,da parte delle forze politiche conservatrici e della società stessa di disciplinare il corpo delle donne, sottraendo ad esse l’autonomia e la sua piena disponibilità.

In questi anni di governo delle destre stiamo assistendo ad una recrudescenza dell’attacco all’autodeterminazione delle donne. L’assenza, o la marginale presenza, di una forza comunista nei luoghi in cui si esercita il potere legislativo  e  la particolare debolezza del movimento delle donne agevola il disegno delle forze politiche più retrive di cancellare una stagione di lotte e di conquiste, quella degli anni ’70, a cui dobbiamo l’attuale legislazione che tutela i diritti delle donne, dal divorzio alla depenalizzazione dell’aborto, alla parità giuridica tra i coniugi etc.

L’aggressione alla dignità e all’autodeterminazione della donna viene portata avanti a diversi livelli.

Sul piano delle condizioni materiali, in un paese che già si colloca agli ultimi posti in Europa per occupazione femminile (secondo i dati Ocse in Italia lavora il 46,4% delle donne: meno di una donna su due) e in cui rimane alta la discriminazione fra i due sessi nell’ambito lavorativo (retribuzioni, sicurezza del posto di lavoro, avanzamento in carriera) la politica finanziaria di questo governo è un chiaro manifesto contro le donne : assistiamo ad un ritorno delle politiche familiste che soppiantano un welfare in via di smantellamento. Si tagliano risorse ai servizi sociali, alla scuola, alla sanità, agli enti locali, insomma, si riduce la spesa pubblica e si scarica sulle donne il prezzo del lavoro domestico e della cura, che di per sé ancora oggi nel nostro paese, per un’idea arcaica della famiglia e del ruolo della donna nella società, grava principalmente su di loro e ne condiziona fortemente le scelte di vita e di lavoro.

Sul piano ideologico, da una parte siamo bombardati da messaggi pubblicitari e trasmissioni televisive che impongono modelli femminili svilenti. Nonostante, infatti, tutte le statistiche dicano che le donne sono la parte più istruita della società, queste appaiono in televisione solo per mostrare tette e culi, o come oggetto  per vendere la merce della specie più varia o, quando sono soggetto, vengono ritratte  nello stereotipo della donna chiusa in una dimensione domestica il cui massimo pensiero della giornata è quale detersivo scegliere per un bucato perfetto.

Nei media borghesi di questo sistema capitalistico, in cui tutto è merce, tutto si vende e tutto si compra, anche la libertà della donna di decidere sul proprio corpo diventa libertà di venderlo, per soddisfare le ossessioni sessuali di uomini patetici; è del tutto evidente che ciò non ha nulla a che vedere con la libertà per cui abbiamo lottato e continuiamo a lottare e che si tratta di un falso messaggio di libertà e della vendita dell’illusione che dall’oppressione di una società maschilista ci si possa liberare individualmente, magari grazie ad un paio di tette nuove e ad un po’ di fama.

Dall’altra parte, le gerarchie vaticane continuano a condurre sul corpo delle donne una violenta battaglia ideologica per affermare il proprio dominio e a praticare una costante ingerenza nell’alveo politico, ricordiamo due episodi eclatanti:  la definizione che Giovanni Paolo II diede delle leggi che garantiscono l’interruzione di gravidanza quali leggi “del tutto prive di autentica validità giuridica” e l’appello di Ratzinger rivolto non ai fedeli ma ai cittadini italiani di non andare a votare in occasione del referendum che chiedeva la cancellazione di alcuni aspetti aberranti della legge 40 sulla procreazione medicalmente assistita. Dal canto loro, i partiti di destra e di centro-sinistra,  interessati ai grandi numeri che sposta il Vaticano, in barba ad ogni principio di laicità, si sono sempre piegati ai suoi diktat (vedi testamento biologico, unioni di fatto, procreazione medicalmente assistita ecc.) a volte superando le stesse aspettative del Vaticano: pensiamo alla mozione presentata dal deputato Udc Rocco Buttiglione (e approvata dal Parlamento) di sostegno alla proposta di moratoria internazionale dell’aborto, in parallelo con la richiesta di moratoria della pena di morte fatta da alcune organizzazioni internazionali. Il cui assunto di partenza è che la donna che decide di non portare avanti la gravidanza è criminale tanto quanto chi pratica la pena di morte.

Intanto prosegue l’escalation antiabortista, non solo a livello centrale con i ripetuti proclami di modifica della  L. 194, ma anche a livello periferico, nelle regioni governate dal centro-destra, attraverso una serie di provvedimenti restrittivi che rendono praticamente inapplicabile la 194 o ne violano palesemente il dettato. Nella Regione Lazio è pronto un pdl che dovrebbe “riqualificare e modificare i consultori” in cui a tacer d’altro (annullamento della soggettività delle donne e la loro libertà di scelta, centralità della famiglia, che diviene soggetto politico, e dei suoi "valori etici", riconoscimento del concepito come soggetto giuridico, massiccia ingerenza delle associazioni cattoliche nel consultorio, centralità dei consultori privati) è prevista una via crucis per la donna che si presenta in consultorio per esercitare la sempre difficile ma ancora legittima scelta di interrompere la gravidanza. In Piemonte il Presidente Cota ha annunciato che bloccherà la distribuzione della pillola abortiva (RU486). Anche in Lombardia Formigoni è pronto ad allinearsi alle linee guida del Ministero della salute, introducendo il ricovero coatto per le donne che vogliano ricorrere all’interruzione di gravidanza farmacologica. Qualche giorno fa, la Giunta della Regione Lazio ha deliberato un protocollo che prevede il ricovero obbligatorio per tre giorni, la preventiva individuazione di posti letto a ciò destinati ed ha rimandato a successivo provvedimento l’individuazione delle strutture ospedaliere abilitate, bloccando di fatto la possibilità di ricorrere all’aborto farmacologico e costringendo le donne a sottoporsi ad un intervento chirurgico: strano modo di stare dalla parte delle donne e di tutelare (se non la loro libertà di autodeterminarsi) la loro salute, quando in molti paesi europei l’interruzione farmacologica di gravidanza si pratica da tanti anni in day hospital, e nonostante la l. 194 obblighi le Regioni all'utilizzo delle "tecniche più moderne e più rispettose dell'integrità fisica e psichica della donna e meno rischiose per l'interruzione della gravidanza".

Questo arretramento che registriamo sia sul terreno delle condizioni materiali che su quello culturale e, di conseguenza, giuridico interroga evidentemente le donne, le chiama ad una maggiore consapevolezza e ad una nuova stagione di protagonismo: sono le donne per prime che, doppiamente sfruttate da questo sistema, devono organizzarsi e lottare per abbatterlo, ma interroga parimenti la nostra organizzazione in quanto comunista, perché la storia ci insegna che un avanzamento sul terreno dei diritti delle donne è stato possibile solo quando c’è stato un avanzamento generale della lotta di classe. E interroga, in ultima analisi, le stesse modalità con cui la nostra organizzazione porta avanti la lotta per la liberazione della donna. Troppo spesso abbiamo slegato il conflitto di genere da quello di classe ed abbiamo trovato un nemico interno al partito, nei cui confronti  abbiamo invocato inutili e deleterie quote rosa che non solo offendono la nostra dignità e non risolvono il problema per cui sono poste, ma, quel che è ancor più preoccupante, esse rischiano di tradursi in un meccanismo di cooptazione maschilista nella misura in cui, per rispettare le percentuali previste, la formazione degli organi dirigenti prescinde dalle capacità e dall’impegno militante dei compagni e delle compagne. Dobbiamo rivendicare con forza un punto di vista di classe della questione femminile e sforzarci di superare una visione separatista che ci porta a delegare la lotta per la liberazione della donna ad una parte del partito. Questa lotta deve essere, al contrario, appannaggio di un’intera organizzazione che si definisce anticapitalista: che cos’altro è l’oppressione di genere se non uno degli strumenti di cui si serve il capitalismo per affermare il proprio dominio? Se non una parte di un sistema in cui tutto si implica e si tiene? Sta a noi uomini e donne di questa organizzazione individuare campagne concrete che sappiano raggiungere e coinvolgere quei milioni di donne lavoratrici, migranti, studentesse, precarie, la cui prospettiva di emancipazione passa necessariamente per la risoluzione dei loro problemi quotidiani, per il miglioramento concreto delle loro condizioni di vita. L’alternativa socialismo o barbarie è più attuale che mai e ci chiama alla lotta.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

UNA GRANDE NOTIZIA: DEFINITIVAMENTE LIBERI I COMPAGNI ANTIFASCISTI DI PISTOIA

Con grandissima gioia e soddisfazione comunichiamo che il Tribunale del Riesame di Firenze, riunitosi il 21 luglio, ha accolto in pieno i due appelli delle difesa e, oltre a dichiarare infondate le imputazioni e quindi illegittimi gli arresti e la detenzione già sofferta, ha revocato totalmente le pesanti misuri cautelari che ancora gravavano sui nostri cari e sugli altri imputati.

La fine di un incubo per tutti noi, familiari e amici dei quattro ragazzi livornesi, che finalmente, dopo quasi un anno, potranno tornare alla propria normale vita fatta di lavoro, studio, figli e impegno civile.

Con le ordinanze che rendono la Libertà a tutti gli accusati il Tribunale del Riesame di Firenze ha compiuto un passo indietro rispetto all’ipotesi di reato che la Cassazione aveva ritenuto infondata e non sostenuta dagli elementi raccolti nelle indagini. Libertà che fino a pochi mesi fa si è cercato di negare fino a presentare un appello – anch’esso respinto - contro la revoca degli arresti domiciliari.

Una vittoria schiacciante e significativa, che assume ancora più valore perché sentenziata dallo stesso Presidente di Collegio che in prima battuta aveva invece confermato le accuse e la detenzione.
Una vittoria netta e inequivocabile che, dopo un'estenuante battaglia tra la puntuale difesa legale e gli immotivati rimpalli tra giudici, riporta finalmente in vigore il sacro principio democratico inviolabile della presunzione di innocenza, dopo 10 lunghi mesi fatti di carcere, domiciliari, privazione delle libertà personali e impedimenti lavorativi.

Le vite di numerose persone incensurate sono state stravolte senza alcuna ragione, se non in virtù di un preoccupante accostamento tra pensiero politico e "pericolosità sociale".
Ringraziamo tutti coloro che sono stati al nostro fianco e tutte le forze politiche, associative e sindacali che hanno preso pubblicamente posizione chiedendo la definitiva liberazione dei nostri cari.
Un sostegno naturale e ovvio, ma che non dimenticheremo, per chi ha avuto modo di esaminare la distanza tra la realtà dei fatti e la vicenda giudiziaria.


In merito alla notizia – da prima ufficiosa- invece apparsa oggi sulla stampa proprio all’indomani delle ordinanze di liberazione siamo costretti a ribadire che i nostri ragazzi hanno atteso nell’assoluto rispetto delle regole e delle procedure il corso della giustizia senza certo ricorrere a nessun tipo di pressione.
Lo hanno fatto in tutto questo lungo periodo in cui la loro libertà è stata negata e lo faranno ancor più serenamente da oggi.


In attesa quindi della prossima udienza del 17 settembre, durante la quale saranno introdotti nuovi elementi della difesa che smonteranno definitivamente gli "indizi" di colpevolezza e che dimostreranno palesemente l'estraneità ai fatti degli imputati, ci auguriamo che la Magistratura di Pistoia sia in grado di rivalutare serenamente con una nuova impostazione e che quindi possa essere possibile esprimere soddisfazione per una decisione che rispetta la libertà personale come principio fondamentale garantito dalla Costituzione.




Comitato Parenti e Amici degli Accusati per i Fatti di Pistoia

 

Ultimo aggiornamento Martedì 31 Agosto 2010 13:09
 
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