di LORENZO D'ALBERGO (da "Repubblica")"Venerdì mattina sono apparse sui muri del liceo Tasso, per l'ennesima volta, scritte e segni che pensavamo appartenessero ormai soltanto alle pagine tristi delle vergogne del passato. Scritte inneggianti a Hitler e alle SS, svastiche e croci celtiche sui muri di uno dei presidi tradizionalmente democratici e antifascisti della città. Le ultime di una lunga serie, al Tasso come in altre scuole della città". La denuncia viene dal portavoce nazionale Giovani Comunisti, Simone Oggionni.
"Queste scritte, ad oggi, non sono ancora state cancellate - aggiunge - Non le ha fatte cancellare il sindaco, che ha appesa al collo, non dimentichiamocelo, una catenina con la croce celtica e che non più di un anno fa trovò il tempo di cancellare scritte innocue in piazza Annibaliano, insieme all'ambasciatore Usa, non le hanno fatte cancellare le altre istituzioni. Sappiamo bene che a Roma il neofascismo non è un fantasma ma è una piaga reale, che va combattuta con tutti gli strumenti che esistono.
Non pretendiamo che il sindaco prenda le distanze dal suo passato, ma quanto meno che dia un segnale minimo di decenza e di pulizia, facendo cancellare immediatamente quelle scritte e non lasciandolo fare a noi privati cittadini. Gli studenti del liceo Tasso, la cittadinanza democratica e pensiamo anche la comunità ebraica romana ringrazierebbero".
Immediata la replica del Campidoglio: "Su indicazione del sindaco Gianni Alemanno e della Questura, già questa mattina le squadre del Decoro Urbano dell'Ama hanno provveduto a cancellare le scritte e le svastiche sui muri del Liceo Tasso".
"Non è vero - risponde il portavoce nazionale dei Giovani comunisti in una nota - Conosco le persone, singoli e privati cittadini, che nel pomeriggio hanno coperto le scritte, a proprie spese e per l'insensibilità e il silenzio delle istituzioni".












