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Home Anti... Antileghismo La Lega toglie la cassa ai lavoratori immigrati
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Nov

Proposta choc del capogruppo del Carroccio Fugatti: «Minori sussidi sul lavoro a chi non è italiano». Protesta tutta l'opposizione: «Nuove leggi razziali», secondo il Pd. «Alimenta il lavoro nero», contesta la Cgil. E anche il ministro Sacconi si dissocia. Così l'idea alla fine viene derubricata come «iniziativa personale» Proposta choc: «Massimo sei mesi di cig a chi è straniero» Presa di distanza del governo, netto no dall'opposizione

Nuova proposta choc da parte della Lega: i lavoratori immigrati, anche se regolari, non potranno avere nel 2010 più di 6 mesi di cassa integrazione. Lo prevederebbe un emendamento alla Finanziaria, presentato in commissione Bilancio della Camera dal deputato del Carroccio e capogruppo in commissione Maurizio Fugatti. «Per i lavoratori residenti - si legge nell'emendamento al secondo articolo della Finanziaria - sul territorio nazionale non cittadini italiani ovvero comunitari destinatari di qualsiasi trattamento di sostegno al reddito, ai sensi della legislazione vigente in materia di ammortizzatori sociali, la durata del beneficio non può essere per l'anno 2010 superiore a sei mesi».
La proposta viene accolta con orrore da quasi tutto il mondo politico e dai sindacati: perfino la maggioranza non la sposa, al di fuori ovviamente della Lega, e così più tardi Fugatti è costretto a ripiegare, dichiarando che è «un'iniziativa personale». Ma le dichiarazioni si sono affastellate le une alle altre, in un crescendo di prese di distanza dalla proposta, accusata dai più di «razzismo».
«Quell'emendamento è palesemente incostituzionale e sono sicura che la presidenza della Camera lo dichiarerà inammissibile - dice la capogruppo del Pd in commissione Affari Costituzionali Sesa Amici - È in ogni caso la triste dimostrazione che la Lega, che ormai è l'ago della bilancia di questa maggioranza: arriva a strumentalizzare un grave problema sociale, com'è quello della disoccupazione, per cavalcare norme incivili e razziste del tutto prive di ogni fondamento e ragion d'essere».
Boccia la proposta anche la Cgil, che anzi aggiunge un elemento in più: la norma, se approvata, potrebbe favorire il lavoro nero. «Una iniziativa xenofoba e una vera e propria sciocchezza giuridica - commenta il segretario confederale Fulvio Fammoni - Questi lavoratori e i loro datori di lavoro pagano come tutti gli altri i contributi per accedere agli ammortizzatori sociali. Quindi si tratta di un emendamento improponibile a meno che la Lega non pensi che, come succede per la previdenza, i lavoratori stranieri debbano solo versare e difficilmente ricevere il corrispettivo di quanto versato. È una esplicita istigazione al lavoro nero».
Sullo stesso tasto batte anche l'ex ministro del Lavoro, Cesare Damiano (Pd): «E' una follia - spiega - Si crea una condizione di rottura del rapporto di lavoro che spingerà inevitabilmente queste persone nel vicolo cieco della clandestinità e del lavoro nero: questo produrrà un dumping sociale nei confronti dei lavoratori regolarmente assunti e una concorrenza sleale verso le imprese trasparenti da parte di imprenditori senza scrupoli. Il che danneggerà anche lo stesso Nord, che la Lega afferma demagogicamente di voler tutelare».
«La proposta della Lega è una nuova forma di legge razziale nel mondo del lavoro - dice il senatore Pd Paolo Nerozzi - Gli ammortizzatori sociali devono essere assicurati a tutte le lavoratrici e a tutti i lavoratori, anche a quanti hanno contratti precari. E vale la pena ricordare che gli extracomunitari che lavorano in Italia pagano contributi e tasse, cosa che tanti evasori italiani invece non fanno».
La presa di distanza del governo viene dal ministro del Lavoro Maurizio Sacconi: «Gli ammortizzatori sociali ordinari sono diritti soggettivi dei lavoratori - spiega - Sono sostenuti da contribuzioni dei lavoratori e degli imprenditori, e sono - nel caso della cassa integrazione e dei contratti di solidarietà - correlati alla continuità del rapporto di lavoro che costituisce il presupposto della conservazione del permesso di soggiorno».
Secondo Raffaele Bonanni, leader della Cisl, «si tratta di una iniziativa senza senso: è una proposta gratuita e lesiva dei diritti costituzionali e dei diritti fondamentali della persona». «Inutile e cattiva», bolla la Uil. Per Paolo Ferrero, segretario del Prc, «la Lega Nord vuole dividere i lavoratori: e togliere diritti oggi a quelli immigrati, per poi attaccare anche tutti gli altri». «Un emendamento miserabile, becero e razzista, come becera e razzista è la politica della Lega», dichiara Massimo Donadi dell'Idv.

 

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