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Home Anti... Antileghismo Qui, dove si combatte ogni giorno contro l’avanzata della Lega Nord
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19
Mag
Lorenzo Feltrin*
Elezioni importanti quelle di Rovigo. Perché qui le elezioni acquisiscono un valore simbolico; qui, dove si combatte ogni giorno contro l’avanzata della Lega Nord che con i suoi disvalori, con la sua xenofobia, con il suo odio, lacera giorno dopo giorno il tessuto sociale.
Capire cosa succede nella nostra “rossa provincia” permette di comprendere molte dinamiche che esulano dal panorama prettamente locale.
La Lega, insieme all’alleato Pdl (ormai partito di “proprietà” dell’assessora polesana a Venezia “Isi” Coppola), sta occupando e spartendo sempre più posizioni di potere con metodi da far impallidire i peggiori “dorotei” dei tempi d’oro.
Per questo al valore “simbolico” del mantenimento di un presidio progressista tra i capoluoghi veneti, si aggiunge il valore “pratico” di sottrarre la città ad una destra affarista, populista e razzista.
L’importanza di tale compito, però, pare non esser stato compreso da chi è troppo impegnato ad occuparsi di equilibri di potere per rendersi conto che la città si sta avviando verso una deriva preoccupante. Se da un lato abbiamo una destra compatta (dal Popolo delle Libertà agli estremisti, passando per la Lega e qualche civica) che sostiene la candidatura di Bruno Piva, dall’altro la sinistra non è stata in grado di rispondere con una candidatura univoca. Fausto Merchiori, sindaco uscente (Pd), non si è ricandidato. Al suo posto vi è il giovane “rottamatore” Frigato, già assessore comunale e oggi presidente del Consiglio provinciale, candidato senza primarie. Una decisione che ha provocato una “lotta” intestina allo stesso Partito democratico. Puntando sulla forza mediatica di Vendola e Di Pietro, e convinti di riuscire ad avvicinare i delusi del Pd, Sel ed Idv sostengono Giovanni Nalin, già segretario provinciale della Cgil, che pochi mesi fa ha rinunciato alla tessera del Pd per approdare a Sel. Una candidatura con cui Sel e IdV hanno mandato in frantumi l’esperienza di un laboratorio cittadino chiamato il Cantiere, cui avevano dato vita insieme alla Federazione della Sinistra, ai Verdi ed una importante componente di società civile. Proprio Sel e IdV hanno rifiutato la proposta della FdS di scegliere un candidato mediante primarie del Cantiere. Così la Federazione della Sinistra e i Verdi hanno dato vita a una lista comune che, insieme a due civiche, appoggia la candidatura a Sindaco di Matteo Masin, attuale capogruppo in consiglio comunale e provinciale della FdS.
A questo quadro vanno aggiunti cinque candidati centristi, il folcloristico candidato di “Veneto Stato” (che accusa la Lega di aver tradito la causa indipendentista veneta) e i “duri e puri” grillini. Totale: 12 candidati sindaci e 26 liste per una città di 52mila abitanti.
In tutti questi giochi di potere chi pensa ai cittadini?
«Scegli chi da sempre ti difende», è il motto della lista formata da Fds e Verdi. Perché mentre il resto della politica è trasversalmente impegnata nella spartizione degli affari (e il vero bottino di queste elezioni sono la gestione dell’acqua e dei rifiuti, finora pubbliche in Polesine), la Federazione della Sinistra lotta con gli operai della Grimeca (ormai in liquidazione); denuncia i regali alla sanità privata da parte della Regione; difende Rovigo e il Polesine dai tanti insediamenti “tossici” (la lista “Aria Pulita” che sostiene il nostro candidato nasce proprio dai comitati in lotta contro questi eco-mostri); chiede l’applicazione della legge che prevede l’integrazione delle rette ai disabili e agli anziani non autosufficienti (con un movimento di familiari nato dall’operato di Cristiano Pavarin, consigliere comunale uscente, e Guglielmo Brusco, vicepresidente della Provincia, entrambi di Rifondazione); combatte la violenza di genere (con uno dei primi centri antiviolenza del Veneto realizzato dalla nostra assessora uscente, Giovanna Pineda); a dimostrare che si può fare politica stando davvero dalla parte dei cittadini.
“A Rovigo c’è bisogno di sinistra – La città è un bene comune”: è quanto compare nei cartelli e nei volantini della lista rosso-verde (verde ambiente, non verde Lega). Perché come in tutta Italia anche a Rovigo c’è necessità di tornare a parlare di difesa dei diritti, di solidarietà, di giustizia sociale. Perché l’acqua e l’energia sono beni comuni, ma lo è anche la politica. Perché non esiste bene più importante di un voto consapevole, di un voto responsabile. Noi speriamo che i rodigini decidano di votare per loro, speriamo che sceglieranno di aprire gli occhi e di appoggiare chi ha davvero a cuore le sorti della città.
Un uomo si avvicina ad un’anziana signora, in prossimità di un banchetto elettorale di Rifondazione.
L’uomo chiede «E lì cosa regalano?», «La speranza di un domani migliore» è la risposta, commossa, della donna.
Con quella signora, e con tutti i cittadini, noi vorremmo iniziare a costruirlo quel domani diverso, quel futuro migliore. Insieme, a partire da Rovigo.
*portavoce provinciale della Federazione della Sinistra di Rovigo
 

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