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Antirazzismo
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14
Apr

Sono passate solo un paio di settimane dall'aggressione subita dalla donna tunisina in un bar di Monterotondo e nuovamente la cronaca della capitale torna a raccontare di un grave episodio di intolleranza ai danni di cittadini stranieri.

 

Stavolta le conseguenze sono anche più gravi rispetto ai "soli" insulti e al velo strappato alla donna quindici giorni fa. Stavolta Nazir Rafiq Ahmad, il nome del cinquantenne aggredito, si trova ricoverato nel reparto maxillo-facciale del San Giovanni con diverse fratture al volto. Conseguenza delle percosse e della violenta testata sferratagli da un diciannovenne per un diverbio nato dal nulla e sfociato nella violenza.  

Secondo quanto racconta il cittadino di origine indiana, che a Roma insegna inglese da undici anni, ieri intorno alle 17 è salito sul vagone della Metro B in direzione Laurentina. Trovato posto, viene ben presto raggiunto da un giovane che gli intima a male parole di spostarsi, di alzarsi:

 

"Mi ero appena seduto, c'erano due posti vuoti. E questo ragazzo ha cominciato a riempirmi di parolacce e a dirmi di spostarmi, di tornare al mio paese. Io non ho risposto nulla e lui ha cominciato a picchiarmi. Poi quella testata che mi ha fatto quasi svenire. Mi sono alzato per scendere dalla metro, - prosegue il racconto del professore - a quel punto quel giovane mi ha seguito e ha continuato a picchiarmi. Una donna e poi alcuni ragazzi hanno inveito contro di lui chiedendogli di smetterla. Poi una persona in borghese appartenente alle forze dell'ordine ha mostrato il tesserino e ha intimato al ragazzo di fermarsi".

 

Il convoglio è stato fermato ed una dottoressa, passeggera anch'essa del metò, ha portato i primi soccorsi all'uomo, che martedì subirà un'operazione per la ricomposizione dele fratture nasali. 

 

Nella stanza d'ospedale del professore c'è un suo amico e collega, Pierluigi Gallo, docente di Filosofia, che gli ha portato un cambio visto che gli abiti erano sporchi di sangue: "Nazir è un uomo mite, non sa darsi pace per ciò che gli è accaduto. È anche un collaboratore del Cipax, il Centro per il dialogo interreligioso a Roma, ed è un mediatore culturale".   

(Da “rsnews.it”)

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10
Feb

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Di Bianca Bracci Torsi

È una recente acquisizione la ricorrenza nazionale del ricordo degli italiani giustiziati e gettati poi nelle foibe slave accomunati alla Giornata della memoria, dedicata ai morti nei campi di sterminio tedeschi in gran parte per la sola colpa di appartenere ad una etnia che gli uccisori dichiaravano meritevole di sterminio, dal dato comune dell’innocenza: tutti ugualmente vittime di odio razziale, tutti senza colpe.
Ma gli ebrei erano cittadini italiani, tedeschi, polacchi, francesi e slavi, da secoli, i rom trascorrevano la loro esistenza nomade in giro per l’Europa da millenni, c’erano fra loro ricchi e poveri, persone più o meno oneste, ma nessuno di loro aveva invaso un paese e oppresso un popolo. Si può dire altrettanto degli italiani in quel pezzo di Yugoslavia che le potenze vincitrici della prima guerra mondiale avevano assegnato all’Italia nella spartizione dell’ex Impero Asburgico? Add a comment
Ultimo aggiornamento Venerdì 09 Marzo 2012 15:18
 
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20
Gen

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Di Alberto Burgio
Riflettere sulla «costruzione sociale del male» a proposito delle atrocità collettive generate dal nazismo e in particolare in relazione alla Shoah restituisce attualità alla questione che si può dire abbia motivato l’intera ricerca di Primo Levi: capire – per quanto possibile – ciò che avvenne nell’Europa sottomessa al nazismo implica in effetti riuscire a «capire i tedeschi».

Violenza inutile
Nella misura in cui fu il fascismo tedesco, il nazismo costituì un fenomeno generale, inquadrabile nel contesto della modernizzazione europea, sullo sfondo della crisi economica e sociale connessa allo sviluppo della società di massa, alla torsione sciovinista e imperialista delle politiche statuali e alle ripercussioni della prima guerra mondiale, della rivoluzione d’Ottobre e della Grande crisi del ’29. Rientrano in tale contesto generale il travolgimento delle strutture dello Stato liberale di diritto e l’instaurazione di un potere discrezionale, la brutale ripresa del colonialismo, la deriva razzista e lo stesso sopravvento della razionalità tecnica messo in rilievo da analisi classiche delle cause dello sterminio, da Günther Anders a Detlev Peukert, a Zygmunt Bauman.
Vi è tuttavia una specificità. A fare del nazismo un unicum nel quadro dei fascismi e dei cosiddetti «totalitarismi» fu una violenza estrema e «inutile», in larga misura fine a se stessa, un surplus di violenza che non dev’essere confuso con la manifestazione di impulsi sadici da parte di singoli individui, come nel caso dei torturatori di Abu Ghraib.

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Ultimo aggiornamento Venerdì 09 Marzo 2012 15:18
 
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14
Dic
I corpi dei due senegalesi uccisi in piazza DalmaziaPaolo Ferrero, segretario nazionale di Rifondazione comunista – Federazione della Sinistra, in merito alla strage compiuta da un estremista di destra oggi a Firenze, nella quale sono stati uccisi tre cittadini senegalesi, dichiara: «Voglio esprimere tutta la mia vicinanza alle famiglie delle persone uccise e alla comunità senegalese a Firenze e in Italia. È un lutto che ci riguarda, che dimostra come tanti anni di propaganda razzista, fondata sull’odio verso chi è venuto in Italia per guadagnarsi da vivere, abbiano prodotto danni profondi nella nostra società.  C’è un lungo filo che percorre purtroppo l’Italia e l’Europa, che tiene insieme la vergogna del raid al campo rom di Torino l’altro ieri, la strage di Castel Volturno, fino alla carneficina norvegese. È il filo delle organizzazioni di matrice razzista e fascista che operano indisturbate. Cosa aspetta lo Stato ad intervenire con nettezza per fermare questi squadristi?». Add a comment
Ultimo aggiornamento Venerdì 09 Marzo 2012 15:19
 
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09
Mag

Scritto da Administrator
Di Alberto Burgio
Diciamoci le cose come stanno: questo governo è indecente e la Lega ne fa parte a pieno titolo. Bossi ha fatto fuoco e fiamme contro la guerra con motivazioni vergognose (costa troppo e fa venire più migranti) e per pura tattica elettorale (dal che si capisce in che considerazione tenga - peraltro a ragione - i propri elettori). Poi, arrivato al punto in cui la corda si sarebbe spezzata, come sempre ha mollato. Con la pancia un po' più piena. Ma è forse meno indecente la cosiddetta opposizione?
Tolta l'Italia dei Valori, tutti a chiedere raid, bombe e piogge di missili. E domani - c'è da scommetterci - truppe di occupazione. Sono vent'anni che dura questa storia delle guerre «umanitarie» e «democratiche». Vent'anni di devastazioni e di crimini. Di stragi di innocenti. Di instaurazione di regimi fantoccio e di Stati mafiosi. Questo è il capolavoro dei principali strateghi del centrosinistra. La guerra è come il neoliberismo di cui è gemella siamese: un campo bipartisan, al di là della messinscena delle risse bi- (o tri-) polari a beneficio dei telespettatori. Add a comment
Ultimo aggiornamento Venerdì 09 Marzo 2012 15:26
 
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