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01
Mag

di Angelo d’Orsi

Festa del Lavoro? Si è già parlato, più o meno scherzosamente, del suo opposto: festa del non lavoro. E dunque, se così è, si può ancora parlare di festa? E si può scendere nelle strade, invadere le piazze, agitare le bandiere, e cantare le canzoni del “Movimento”, e infine, dopo i pranzi fuori porta e le libagioni di rito, ascoltare i concerti che sembrano orma diventati il cuore dei nostri primi maggio? Si può, insomma, ripeto: “festeggiare”? Sì e no. Oggi, questa ricorrenza, come non mai, cade in un momento di feroce attacco padronale – mi scuso per la banalità dell’espressione che i miei critici leggeranno in chiave di nostalgismo veterocomunista, ma tant’è – ai ceti proletari e in generale ai subalterni, a “coloro che non hanno e che non sanno”, per citare un esponente del pensiero reazionario italiano, di oltre un secolo fa (tale Mario Morasso, ispiratore della destra più estrema del tempo). Oggi, un Ministero di “tecnici” sta facendo il lavoro sporco che il Governo dei politici non è stato in grado di portare a compimento. Chiediamoci come ci stia riuscendo. Add a comment

Ultimo aggiornamento Martedì 01 Maggio 2012 15:11
 
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27
Apr

È di questi giorni la pretestuosa polemica avviata dal Sindaco Alemanno, riciclatosi esperto di toponomastica, con la proposta di sopprimere l’intitolazione a Lenin di una via a Roma. Ma non inganna i romani questo tentativo di distogliere l’attenzione dai disastri di un Sindaco e di una Giunta comunale che nel governo della cosa pubblica, invischiati negli scandali più torbidi, stanno portando la città a uno sfacelo evidente agli occhi di tutti, comprimendo i diritti sociali e dando risposte repressive alle istanze sociali di una cittadinanza che di questa mala gestione non ne può più.
Per questo - proseguono i Giovani Comunisti - contro ogni revisionismo storico dei reazionari di oggi, con l'affissione di questo striscione abbiamo voluto ricordare la solida e coerente figura di rivoluzionario del grande Lenin, ancora oggi scolpita nei cuori degli oppressi e degli sfruttati di tutto il mondo. Lenin visse, Lenin vive, Lenin vivrà.

Giovani Comunisti Roma - PRC
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27
Apr

Lavoratori a rischio licenziamento a Tor VergataDi Luigi Mazza

La facoltà di Lettere e filosofia di Tor Vergata, da circa un mese, non ha più un bar, o un qualsiasi punto ristoro. Studenti, docenti e personale fanno la fila alle macchinette per acquistare caffè e merendine, o prendono l’auto per recarsi nelle facoltà vicine o, peggio, al centro commerciale “La Romanina”. E fin qui – considerando che a Tor Vergata stanno per chiudere biblioteche e interi corsi di laurea -tutto normale. Ma che fine faranno i cinque dipendenti del bar? Difficile dare risposte, perché sulla vicenda tutto tace. A gestire il bar di Lettere, come quelli delle altre facoltà, era il gruppo “Cyrano”, con un appalto vinto nel 2002. Ma la società dal 2008 non paga l’affitto dei locali all’università e, dopo anni di ingiunzioni di pagamento e solleciti, alla fine è arrivato lo sfratto esecutivo, e su Lettere l’appalto è decaduto. Consuelo Panza, Claudia Siciliano, Florinda Gabriele, Roberto Fioroni e Bruno Mazzeo, i cinque dipendenti del bar, sono stati lasciati a casa dall’oggi al domani, perché la società non sa dove ricollocarli. Per questo, da stamattina, il collettivo Unileft e il circolo Prc di Torvergata “Walter Benjamin” hanno iniziato una campagna per sensibilizzare tutta la comunità studentesca a difendere i diritti dei 5 lavoratori: “come studenti di sinistra non possiamo rimanere indifferenti alla sorte di questi lavoratori, tanto più in un momento di devastazione generalizzata dei diritti sociali di tutti”, affermano nel corso del presidio tenutosi proprio davanti il bar della facoltà insieme ai lavoratori. Add a comment

 
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25
Apr

Oggi abbiamo constatato con piacere l’assenza in piazza di Polverini e Alemanno nella bellissima e partecipata manifestazione che ha sfilato a Roma per ricordare l’attualità dell’antifascismo e di tutti i valori che hanno ispirato la lotta di Liberazione: al fianco dei Partigiani di allora è oggi tutta l’Italia migliore, lavoratori, studenti, precari, disoccupati che in nome degli stessi ideali oggi rivendicano il diritto a un futuro; non c’è invece, e non può esserci, chi dietro l’ipocrisia di una memoria condivisa nasconde radici neofasciste niente affatto lontane e tuttora legittima e dà spazio ogni giorno nella nostra città a chi infanga la memoria della Resistenza e anche a episodi di vero e proprio squadrismo. Chi acquista la sede di Casapound non è degno di scendere in piazza il 25 aprile!
Non possiamo perciò che rispedire al mittente le accuse di violenti e facinorosi mosse ai manifestanti di oggi: chi parla a sproposito cercasse la violenza, quella squadrista, in casa propria!

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Ultimo aggiornamento Mercoledì 25 Aprile 2012 16:11
 
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