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La crisi non la paghiamo
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05
Mar

Scritto da Administrator   

Di Gianni Vattimo

Non so se stia davvero crescendo la nostalgia per Berlusconi, certo aumenta vistosamente l’insofferenza verso il governo Monti, e anche verso chi, come il Pd, se ne è fatto sostenitore senza se e senza ma. Il sospetto niente affatto inverosimile è che tutto sia un gioco delle parti, quale che sia la consapevolezza degli attori. La destra maledice Monti, e proprio per questo la cosiddetta sinistra lo difende.

In termini elettorali (prima o poi si dovrà pure andare a votare) chi paga il prezzo di questo governo del rigore bancario-fondomonetarista, è il Pd, che finirà per dissanguarsi e per scoraggiare definitivamente il suo elettorato. Il quale ha sopportato finora solo perché terrorizzato dalla grande stampa “indipendente”:se va male alle banche va malissimo a tutti. E così via. Ma fino a quando durerà questa sopportazione? In giro per l’Italia ci sono scioperi e agitazioni sociali di vario tipo. Non basta stimolare l’odio per i camionisti e i forconi “infiltrati” dalla mafia, o contro i parlamentari e i loro privilegi. Presto o tardi, anzi già ora, le protesta sociale di padroncini, famiglie monoreddito, mamme che devono badare ai bambini cacciati anzitempo dalle scuole, anziani lasciati senza assistenza sociale, pensionati ridotti a rubare nei supermercati, si farà sentire in modi meno soft. Quando Di Pietro dice, come qualche tempo fa, che prima o poi ci scappa il morto lo si copre di insulti come se fosse un terrorista; ma intanto il morto ai blocchi stradali dei camionisti ci è scappato, e i pacchi esplosivi alle agenzie delle tasse sono arrivati. I sacrifici che Monti (e Napolitano, e il potere bancario) chiede agli italiani non possono più essere sopportati in nome del governo “tecnico”. O si va a elezioni subito o la situazione sociale non farà che peggiorare . Add a comment

Ultimo aggiornamento Lunedì 05 Marzo 2012 23:10
 
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24
Feb

Scritto da Administrator   

La sensazione – tra le sortite dei ministri e l’irruzione di Marchionne su Confindustria – è che si stia stringendo un cappio intorno alla condizione del lavoro e anche alla democrazia. Maurizio Landini, segretario generale della Fiom, sta preparando uno sciopero generale dei metalmeccanici che ha in piattaforma anche le scelte del governo, a partire dall’art. 18.

Hai sentito le parole di Fornero?
Penso che queste affermazioni del ministro del lavoro e di Monti, che indicano la volontà di fare una riforma del mercato del lavoro anche senza il consenso delle parti sociali, o addirittura dei partiti che sostengono il governo, assumono preoccupanti toni autoritari. Riforme che vogliono durare nel tempo debbono essere costruite con il consenso dei soggetti che sono coinvolti. Non c’è coesione sociale senza un vero processo democratico. Nel merito: in questa fase, il problema è creare nuovi posti di lavoro. Trovo non accettabile e sbagliata l’idea di cancellare la cassa integrazione straordinaria (cigs) che è, e rimane, l’istituto utile per favorire processi di riorganizzione industriale senza aprire ai licenziamenti collettivi. Add a comment

 
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19
Feb

Le scelte della Fiat mettono in discussione il contratto e la dignità delle persone. Allo stesso modo governo e Confindustria vogliono “manomettere” l’articolo 18. “Questo attacco ai diritti del lavoro è inaccettabile. Il modo per uscire dalla crisi è estendere diritti per chi non ce l’ha, ridurre la precarietà, avviare un piano straordinario di investimenti per lavoro e occupazione”. Per questo la Fiom scende in piazza venerdì 9 marzo a Roma, in occasione dello sciopero generale di 8 ore proclamato dei metalmeccanici. Il segretario generale, Maurizio Landini, lo spiega ai microfoni di RadioArticolo1 (audio). Nelle relazioni industriali “bisogna definire regole democratiche – chiede -, che permettano alle parti di fare accordi e ai lavoratori di decidere su ciò che li riguarda direttamente”. Per Marcegaglia lo sciopero non serve, il presidente di Confindustria ha detto che “così non si risolvono i problemi”. Landini risponde: “Non facciamo uno sciopero fine a sé stesso, non siamo contenti di proclamarlo perchè chiediamo ai lavoratori di rimetterci lo stipendio. Ma alla Marcegaglia voglio ricordare che la Fiat è uscita dalla sua associazione per non rispettare il contratto nazionale. Noi – prosegue il segretario – scioperiamo per riprenderci il contratto e proporre un nuovo modello di sviluppo, diverso da quello di questi anni e dell’ultimo governo, con cui Confindustria spesso è stata d’accordo. Quindi si prenda la sua parte di responsabilità”. Add a comment

Ultimo aggiornamento Martedì 21 Febbraio 2012 23:25
 
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06
Feb

Di Giuseppe Carroccia

La penosa autodifesa del sindaco di Roma Aledanno che in queste ore appare su tutti telegiornali in improbabili e fantasiosi abbigliamenti sciistici a scaricare le proprie responsabilità per la paralisi che ha bloccato la capitale dopo la nevicata della Candelora, è probabilmente il fiocco di neve che farà traboccare il vaso della proverbiale pazienza fatalista dei romani e lo costringerà a dimettersi o perlomeno a rinunciare alla ricandidatura per le prossime elezioni comunali.

Sono dieci giorni che tutti i giornali della capitale, inclusi i freepress per i pendolari, hanno informato l’intera cittadinanza che nella notte tra il 2 e il 3 febbraio e in quella successiva sarebbe caduta la neve. Dalle materne alle superiori, (i più svegli anche all’asilo nido), tutti gli studenti della capitale si preparavano alle pallate di neve tirando fuori guanti, scarponi, slittini, scrutando il cielo sempre più bianco con l’occhio ai termometri, interrogando genitori e nonni sulle memorabili nevicate del 68 e dell’85 del secolo scorso.

Tranne il sindaco tutti i romani erano pronti. Ma, si difende lui, la protezione civile non aveva previsto esattamente quanti centimetri sarebbero caduti. Effettivamente avranno pensato i meteorologi per i miracoli ancora non siamo pronti e saranno corsi a iscriversi a qualche corso di magia. In attesa che il mago Merlino lo sostituisca il nuovo direttore della protezione civile Gabrielli ha sobriamente replicato al sindaco che aveva tutti gli elementi per organizzare in tempo la necessaria prevenzione. Add a comment

Ultimo aggiornamento Venerdì 10 Febbraio 2012 20:55
 
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05
Feb

"Roma è umiliata ed offesa dalle incapacità di Alemanno.

" Lo dichiara Claudio Ortale Vicepresidente del Consiglio del Municipio Roma 19 e Capogruppo PRC-FdS.

"Gli insegnanti sono stati sbeffeggiati ieri con una ordinanza incostituzionale che li obbligava alla presenza a scuo...la senza potere insegnare. Gli automobilisti sono stati lasciati a se stessi per ore in un traffico impazzito con le strade senza spazzaneve e senza sale sparso; di vigili per strada praticamente neanche l’ombra e comunque senza ordini di servizio per l’emergenza. Gli utenti del trasporto pubblico locale abbandonati, con i bus in panne, senza catene o gomme adeguate.

La Protezione Civile, tanto cara al Sindaco e molto spesso utilizzata per scemenze (vedi ad esempio, nel Municipio 19 per la rimozione di staccionate rotte nel parco Anna Bracci di Primavalle!), stavolta che era davvero necessaria è stata pressocchè inesistente."

"Ieri al TG1 a ora di pranzo - prosegue il consigliere di Rifondazione Comunista - Alemanno sprizzava orgoglio dei presunti mezzi che aveva messo a disposizione per l’emergenza neve. Più tardi in tarda serata se la prendeva con il servizio meteorologico e con Gabrielli della Protezione civile che non l’avrebbero informato della gravità della situazione: alla prossima emergenza alla Protezione Civile e all’Aereonautica Militare si devono forse aspettare dei capi centurioni col Fez e l’olio di ricino? Ma siamo seri, sembra di essere nella parodia del Comandante Schettino quando diceva che sulle carte nautiche non era segnalato il banco di scogli su cui si era infranta la nave Costa!" Add a comment

 
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