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La crisi non la paghiamo
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07
Dic

La manovra del governo Monti è una stangata in totale continuità con le politiche di Berlusconi. Graverà sulla media delle famiglie per 635 euro. Sommato alle manovre di Berlusconi di luglio e agosto, l’impatto su ogni famiglia raggiungerà nel quadriennio 2011-2014, i 6.400 euro. La manovra colpisce sempre gli stessi, e salvaguarda sempre gli stessi. Colpisce le lavoratrici e i lavoratori, i pensionati, i giovani.  Salvaguarda i grandi patrimoni, i grandi speculatori, i grandi evasori.

E’ vergognoso l’intervento sulle pensioni. Si porta da subito l’età pensionabile a 42 anni e un mese, prevedendo che cresca di un altro mese ogni anno futuro, e si aboliscono le quote cioè la somma tra età ed anni di lavoro. In questo modo un lavoratore nato nel ’52 con 36 anni di contributi, andrà in pensione 5 anni più tardi. Se nel frattempo viene licenziato, chi lo riassume? E come campa?  Di fatto si aboliscono le pensioni di anzianità, senza neppure tutelare chi si è rotto la schiena facendo lavori duri Add a comment

 
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06
Dic

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Di Galapagos, su "il manifesto"

Un governo tecnico – anche se composto da persone per bene e con uno stile non cialtronesco al quale ci aveva abituato Berlusconi – non è mai un governo indipendente, ma è schiavo dei divieti delle forze politiche che devono garantirne la maggioranza parlamentare. Il governo Monti non fa eccezione. E, purtroppo, di suo ha messo, nel decreto legge varato domenica, un contenuto elevato di ideologia neoliberista che non a caso è piaciuta moltissimo ai mercati che ieri l’hanno esaltato spingendo al rialzo le borse e al ribasso il differenziale tra Btp e Bund tedeschi.
Monti aveva promesso «efficienza, equità e sviluppo» e aveva garantito di dare il via a un sistema fiscale che avrebbe oppresso un po’ di meno i redditi più bassi, aumentando la tassazione sui consumi e quella sul patrimonio. Era un’ottima premessa: sui redditi l’evasione fiscale è elevatissima, mentre occultare il patrimonio è molto più complicato. Di tutto questo nel decreto non c’è traccia. Add a comment
 
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03
Dic
altOggi si apre l'VIII congresso di Rifondazione comunista. A vent'anni dalla nascita possiamo innanzitutto sottolineare che se Rifondazione non ci fosse occorrerebbe inventarla. Vent'anni fa ci avevano spiegato che il capitalismo era il migliore dei mondi possibili, la fine della storia. A distanza di vent'anni vediamo che il capitalismo non è in grado di superare la sua crisi e sta rapidamente aggredendo diritti sociali e democrazia.
Oggi più di ieri l'alternativa è tra socialismo e barbarie. Oggi più di ieri serve l'impegno di riflessione e di lavoro dei comunisti e delle comuniste per costruire un'alternativa di società, una "futura umanità", come abbiamo intitolato il congresso.
Il primo obiettivo del congresso è quello di indicare la strada per uscire dalla crisi. Il comunismo che proponiamo non è un lontano ideale fumoso, ma vuole tradursi nella concretezza delle scelte immediate, degli obiettivi praticabili. Dalla modifica del ruolo della Bce alla diffusione dei beni comuni e delle pratiche democratiche, alla riconversione ambientale e sociale dell'economia in un rinnovato intervento pubblico.
Questa battaglia si concretizza qui ed ora nella lotta contro le politiche neoliberiste decise a livello europeo e praticate a livello italiano.
L'opposizione al governo Monti, espressione diretta di quelle tecnocrazie liberiste che stanno devastando l'Europa, deve essere il punto qualificante della nostra azione politica.
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Ultimo aggiornamento Martedì 06 Dicembre 2011 15:22
 
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01
Dic

Scritto da Administrator   
Di Alberto Burgio
Che a sinistra si pensi di ribaciare il rospo è un bel segno dei tempi. Dà in primo luogo la misura del disastro provocato dal berlusconismo. L’ossessione per l’immoralità e l’indecenza dei comportamenti è tale che la sostanza politica passa in second’ordine. Come se un governo non fosse un’impresa politica, e come se non si potesse essere galantuomini e reazionari, persone competenti fieramente impegnate nell’attacco ai diritti sociali. Ma non solo di Berlusconi si tratta. È questione, più in generale, di cultura politica. Ci si è talmente disabituati a pensare in termini di classe, che non si riesce più a leggere nemmeno un quadro nitido, di per sé inequivocabile. La cifra sociale di questo governo non è meno limpida di quella del precedente, lo è forse di più, se consideriamo il mandato che gli è stato affidato. Il governo Monti nasce per tradurre in realtà le indicazioni contenute nella lettera della Bce: occorre altro? Add a comment
 
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29
Nov

Scritto da Administrator   
Di Guido Viale, da "il manifesto"
Agli storici del futuro (se il genere umano sopravviverà alla crisi climatica e la civiltà al disastro economico) il trentennio appena trascorso apparirà finalmente per quello che è stato: un periodo di obnubilamento, di dittatura dell’ignoranza, di egemonia di un pensiero unico liberista sintetizzato dai detti dei due suoi principali esponenti: «La società non esiste. Esistono solo gli individui», cioè i soggetti dello scambio, cioè il mercato (Margaret Thatcher); e «Il governo non è la soluzione ma il problema», cioè, comandi il mercato! (Ronald Reagan). Il liberismo ha di fatto esonerato dall’onere del pensiero e dell’azione la generalità dei suoi adepti, consapevoli o inconsapevoli che siano; perché a governare economia e convivenza, al più con qualche correzione, provvede già il mercato. Anzi, “i mercati”; questo recente slittamento semantico dal singolare al plurale non rispecchia certo un’attenzione per le distinzioni settoriali o geografiche (metti, tra il mercato dell’auto e quello dei cereali; o tra il mercato mondiale del petrolio e quello di frutta e verdura della strada accanto); bensì un’inconscia percezione del fatto che a regolare o sregolare le nostra vite ci sono diversi (pochi) soggetti molto concreti, alcuni con nome e cognome, altri con marchi di banche, fondi e assicurazioni, ma tutti inarrivabili e capricciosi come dèi dell’Olimpo; ai quali sono state consegnate le chiavi della vita economica, e non solo economica, del pianeta Terra. Add a comment
 
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