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La crisi non la paghiamo
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23
Nov

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Da www.agoravox.it

Giurava che non si sarebbe mai messo a fare politica, chiamava «spazzatura» le voci che davano per imminente la sua discesa in campo. «Guidando questa banca faccio il lavoro più bello del mondo, e ritengo che facendo così posso influenzare positivamente la società», diceva Corrado Passera, poco più di un anno fa, al Financial Times. Mercoledì pomeriggio, invece, giurava nelle mani di Napolitano come ministro del Governo tecnico di Mario Monti, che lo ha voluto a capo di un super-ministero che, da solo, riunisce le deleghe allo sviluppo economico, alle infrastrutture e ai trasporti. La sua nomina ha sollevato subito polemiche per via della carica di amministratore delegato del gruppo Intesa-Sanpaolo che Passera ha ricoperto fino alla scorsa settimana. Il conflitto d’interessi infatti è plurimo: Intesa-Sanpaolo è azionista di Rcs Mediagroup, l’editore del Corriere della Sera (Passera è stato nel cda di Rcs fino al 2009), e detiene quasi il nove per cento della cordata, messa in piedi dallo stesso Passera, che ha rilevato Alitalia nel 2008, il 12 per cento della holding che controlla Telecom, e, tramite una società del gruppo, il 20 per cento della Ntv, la società ferroviaria di Montezemolo e Della Valle che dovrà competere con Trenitalia e che già oggi è in lotta con l’ad delle Ferrovie dello Stato, Mauro Moretti, per le tariffe dei pedaggi ferroviari. Add a comment

 
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22
Nov

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Di Franco Russo
Che il Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, sia persona di cultura, di sagacia politica, convinto sostenitore dell’Ue fin dagli anni ’60, è fuori discussione. Così come fuori discussione è la sua probità. Non si tratta della persona ‘Napolitano’, si tratta del ruolo e dei connotati che la figura del Presidente della Repubblica è andata assumendo nel corso di questi tempi. Il governo Monti non è solo un governo del Presidente che, in una fase di crisi, va in Parlamento per ‘cercare una maggioranza’. Il governo Monti nasce sotto l’alto protettorato del Presidente della Repubblica. È grazie al Lord Protettore della democrazia italiana che si è coagulato il consenso della stragrande maggioranza del Parlamento, sulla base del sostegno delle organizzazioni sociali – dai sindacati alla Confindustria – costruito grazie alla collaborazione dei poteri forti della Confindustria, delle banche e della Chiesa del cardinal Bertone, che ha ora benedetto ‘la bella squadra’ di governo. A Todi il 17 ottobre, le organizzazioni cattoliche, agendo da braccio secolare della Chiesa, hanno costruito il governo Monti. Non a caso tre nuovi ministri – Passera, Riccardi e Ornaghi – sono stati lì protagonisti. Add a comment
 
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22
Nov
Marchionne, mano alzataL'annuncio di Fiat di disdire dal 1° gennaio 2012 tutti gli accordi sindacali in atto era scontato. Una volontà anticipata dalla Fiom fin dal mese di settembre. E' figlio della decisione di Marchionne di uscire da Confindustria e quindi da Federmeccanica, l'entità che ha firmato l'ultimo contratto nazionale del 2009.

Si tratta dunque dell'estensione a tutti gli altri stabilimenti italiani Fiat del cosiddetto modello Pomigliano, il primo stabilimento italiano ad uscire dall'alveo del contratto nazionale grazie all'accordo e al referendum tra i lavoratori del giugno 2010. In quel caso servì la nascita della cosiddetta Newco, Fabbrica italiana Pomigliano. Oggi invece, vista l'uscita da Confindustria, le altre fabbriche non avranno bisogno di questo stratagemma e manterranno le stesse denominazioni: gli operai non dovranno dunque essere licenziati e riassunti dalla “nuova fabbrica”. Add a comment
 
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13
Nov

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 Di Simone Oggionni (portavoce nazionale Giovani Comunisti)
Le dimissioni di Berlusconi di queste ore sono un fatto epocale. Chiudono un’epoca tristissima della nostra storia nazionale, durante la quale il sistema di potere e di valori berlusconiano ha cambiato nel profondo il volto del Paese. Quest’Italia che oggi può svegliarsi dall’incubo è più povera di quanto non fosse nel 1994. Più ingiusta e diseguale socialmente, ma soprattutto corrotta e umiliata nella sua antropologia profonda. È un Paese che ha assorbito e radicato nelle viscere tutti i peggiori tratti del berlusconismo: l’individualismo, l’egoismo proprietario, la prepotenza e l’arroganza padronale, l’indifferenza. Soltanto i prossimi anni ci diranno quanto l’infezione sia profonda e quanto tempo ci vorrà per curarla. Ma se il nostro male fosse solo questo, saremmo tranquilli e potremmo almeno per ora festeggiare la caduta del tiranno e iniziare a progettare il futuro. Add a comment
 
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13
Nov

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Di Alberto Burgio, su "Liberazione"
Gli sconvolgimenti generati dalla crisi costituiscono un severo banco di prova per Rifondazione comunista impegnata nel suo VIII Congresso. Ci si deve chiedere, in particolare, se il documento sottoscritto dalla grande maggioranza del partito – decine di migliaia di compagne e compagni uniti nella consapevolezza che il Prc deve in primo luogo vincere la sfida della sopravvivenza – sia all’altezza di una situazione in movimento e profondamente mutata nel giro di poche settimane.

Stiamo agli eventi di queste ore, mentre si attendono le dimissioni di Berlusconi e la probabile nascita del primo governo Monti. Le cronache del Palazzo dicono che le opposizioni presenti in parlamento si dividono su un aspetto a prima vista marginale. Tutti vogliono Monti e plaudono alle decisioni del Quirinale (che ha compiuto un altro passo verso il presidenzialismo). Add a comment

Ultimo aggiornamento Giovedì 17 Novembre 2011 23:38
 
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