Da www.agoravox.itGiurava che non si sarebbe mai messo a fare politica, chiamava «spazzatura» le voci che davano per imminente la sua discesa in campo. «Guidando questa banca faccio il lavoro più bello del mondo, e ritengo che facendo così posso influenzare positivamente la società», diceva Corrado Passera, poco più di un anno fa, al Financial Times. Mercoledì pomeriggio, invece, giurava nelle mani di Napolitano come ministro del Governo tecnico di Mario Monti, che lo ha voluto a capo di un super-ministero che, da solo, riunisce le deleghe allo sviluppo economico, alle infrastrutture e ai trasporti. La sua nomina ha sollevato subito polemiche per via della carica di amministratore delegato del gruppo Intesa-Sanpaolo che Passera ha ricoperto fino alla scorsa settimana. Il conflitto d’interessi infatti è plurimo: Intesa-Sanpaolo è azionista di Rcs Mediagroup, l’editore del Corriere della Sera (Passera è stato nel cda di Rcs fino al 2009), e detiene quasi il nove per cento della cordata, messa in piedi dallo stesso Passera, che ha rilevato Alitalia nel 2008, il 12 per cento della holding che controlla Telecom, e, tramite una società del gruppo, il 20 per cento della Ntv, la società ferroviaria di Montezemolo e Della Valle che dovrà competere con Trenitalia e che già oggi è in lotta con l’ad delle Ferrovie dello Stato, Mauro Moretti, per le tariffe dei pedaggi ferroviari. Add a comment
Di Franco Russo
L'annuncio di Fiat di disdire dal 1° gennaio 2012 tutti gli accordi sindacali in atto era scontato. Una volontà anticipata dalla Fiom fin dal mese di settembre. E' figlio della decisione di Marchionne di uscire da Confindustria e quindi da Federmeccanica, l'entità che ha firmato l'ultimo contratto nazionale del 2009.
Di Simone Oggionni (portavoce nazionale Giovani Comunisti)
Di Alberto Burgio, su "Liberazione"Stiamo agli eventi di queste ore, mentre si attendono le dimissioni di Berlusconi e la probabile nascita del primo governo Monti. Le cronache del Palazzo dicono che le opposizioni presenti in parlamento si dividono su un aspetto a prima vista marginale. Tutti vogliono Monti e plaudono alle decisioni del Quirinale (che ha compiuto un altro passo verso il presidenzialismo). Add a comment