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15
Gen

merkel-monti-sarkozy-story-top-495x300del Coordinamento nazionale GC Il 20 gennaio Roma ospiterà il vertice tra Merkel, Sarkozy e Mario Monti: tre dei maggiori responsabili della speculazione finanziaria sui titoli di Stato europei e quindi della crisi economica che ha investito l’Europa e tutto l’Occidente capitalistico. I Giovani Comunisti aderiscono all’appello lanciato dal segretario del Prc Paolo Ferrero a costruire per il 20 a Roma una manifestazione di protesta contro le politiche dei governi liberisti europei. Questa sarà l’accoglienza che riserveremo agli autorevoli ospiti internazionali del nostro presidente del Consiglio. Saremo in piazza convinti che soltanto respingendo le politiche di macelleria sociale l’Italia e l’Europa possono avere un futuro. Aderiamo all’appello e lo rilanciamo, rivolgendoci alle forze giovanili della sinistra, ai movimenti sociali, alle organizzazioni studentesche e ai collettivi. L’opposizione al governo Monti è una necessità improrogabile, in primo luogo per una generazione – la nostra – che anche a causa delle sue politiche oggi non vede alcun futuro se non una condizione di precarietà, bassi salari e disoccupazione. Per questo, per riavviare un processo di convergenza delle forze e dei movimenti della sinistra d’alternativa, saremo in piazza il 20 gennaio, chiamando tutte le nostre strutture territoriali al massimo della mobilitazione.

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Ultimo aggiornamento Giovedì 26 Gennaio 2012 16:56
 
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30
Nov
“Questa mattina il gruppo regionale della Federazione della Sinistra alla Regione Lazio ha presentato un ricorso al Tar per chiedere l’immediata sospensione e l’annullamento definitivo dell’ordinanza blocca cortei, disposta dal sindaco Alemanno il 18 novembre”.  Lo rende noto il capogruppo della Federazione della Sinistra alla Regione Lazio, Ivano Peduzzi.

“Tale provvedimento – continua Peduzzi - è l’ennesima iniziativa della giunta capitolina per impedire l’espressione del dissenso contro le politiche di macelleria sociale portate avanti dal governo e dalla Bce. Il sindaco Alemanno e la sua giunta utilizzano in maniera pretestuosa l’ordine pubblico e l’agibilità della città per blindare il territorio e criminalizzare chi lotta per i propri diritti: non sono i cortei a rendere inagibile questa città, ma la mancanza di investimenti sul trasporto pubblico e sulle infrastrutture e l’affidamento della mobilità ai privati che offrono un pessimo servizio pur di ricavare il massimo dei profitti”.

“L’ordinanza blocca cortei è quindi un’illegittima sospensione della Costituzione messa in atto dal sindaco Alemanno. Continueremo a mettere in campo tutti i mezzi a nostra disposizione contro questo ed ogni tentativo di restrizione degli spazi di agibilità democratica e di repressione del conflitto sociale”, conclude Peduzzi.
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Ultimo aggiornamento Mercoledì 14 Dicembre 2011 00:16
 
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17
Nov
fds alemanno vattene

Questa mattina un gruppo di attivisti della Federazione della Sinistra di Roma ha srotolato dalla rupe accanto alla scalinata del Campidoglio uno striscione di 20 mt, riportante la scritta "Alemanno Vattene" e il simbolo della Fds.

"Abbiamo voluto sintetizzare così il significato della giornata di oggi - il portavoce della Fds di Roma, Fabio Alberti, presente all'iniziativa - che vede diverse categorie sociali mobilitate contro la manovra economica e contro le politiche antipopolari della giunta Alemanno. Dallo sciopero dei lavoratori dei trasporti contro la privatizzazione dell'Atac, al corteo degli studenti contro le ordinanze sui cortei, alla mobilitazione dei Cobas, tutte le iniziative dicono della necessità che il sindaco Alemanno segua l'esempio del suo capopartito, Berlusconi, e lasci il Comune dopo aver già abbandonato la città e i suoi abitanti".

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15
Nov
''La riunione di ieri in prefettura a Roma accresce la nostra preoccupazione in merito alla compressione dei diritti democratici in citta' e nel Paese. La minaccia del sindaco Alemanno di prorogare l'illecita ordinanza di divieto di manifestazione nel centro di Roma testimonia la volonta' di impedire che il dissenso si esprima in piazza trasformandolo in una questione di ordine pubblico, in particolare in un momento in cui la crisi spingera' fasce sociali sempre piu' ampie a manifestare la propria avversione alle preannunciate politiche di lacrime e sangue". Lo dichiarano i Giovani Comunisti del Prc.

"Il diritto di manifestare - aggiungono - liberamente le proprie opinioni, in questi giorni coartato attraverso i divieti e le manganellate, e' alla base di ogni societa' che voglia dirsi democratica. Il nuovo governo Monti vorra' imitare il suo predecessore oltre che nella macelleria sociale anche nelle tendenze fascistoidi e repressive del sindaco Alemanno e del governo Berlusconi? Per quanto ci riguarda, siamo e resteremo al fianco di tutti quei giovani, lavoratori, precari che scenderanno di nuovo in piazza per dire che ogni governo delle banche e della finanza non e' il benvenuto a partire dalla prossima data di mobilitazione del 17 novembre".

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03
Nov

Manifestazione degli studenti contro la crisi economicaI Giovani Comunisti con gli studenti oggi per le vie di Roma sfidando i divieti autoritari del sindaco

Denunciamo con forza il clima di militarizzazione e repressione messo in atto oggi a Roma. Già dalle prime ore della giornata, infatti, davanti alle maggiori scuole della Capitale abbiamo assistito all’identificazione e all’intimidazione di decine di studenti ad opera di appartenenti alle forze dell’ordine. Non possiamo tollerare che le nostre scuole vengano considerate territorio di guerra da presidiare con camionette e agenti in borghese. Non possiamo accettare i continui divieti imposti a tutta la città: dalla limitazione dei cortei al diritto di muoversi liberamente per le nostre strade. Non possiamo accettare le cariche selvagge nei confronti di una manifestazione pacifica composta il larga parte da studenti medi.

Alemanno e Berlusconi devono  assumersi le proprie responsabilità. Chiediamo con forza le dimissioni del Sindaco e del Governo, veri responsabili della crisi che stiamo vivendo e delle politiche repressive che continuiamo a subire. Ci riprenderemo l’agibilità democratica che ci viene negata.

GIOVANI COMUNISTI – ROMA

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