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03
Nov
Da "Osservatorio sulla repressione"
C’erano stati i prodromi nelle ore precedenti.
 
La sera del 2 novembre le agenzie battono questo anodino e anomalo comunicato della Questura di Roma: "Nel ribadire che scendere in piazza senza preavviso potrebbe esporre i ragazzi a responsabilità penali, civili ed amministrative, si invitano i promotori a prendere contatti con l'Ufficio di gabinetto della Questura, per definire le modalità delle manifestazioni eventuali, al solo scopo di garantire e conciliare il diritto, previsto dalla costituzione e dalle leggi di pubblica sicurezza, a manifestare il dissenso, rispetto alle aspettative di quanti vivono la città nel quotidiano di non subire disagi"."Si invitano inoltre - conclude la nota col visto del questore Francesco Tagliente - i direttori degli istituti scolastici e chiunque altro a conoscenza di possibili iniziative, a informare i diretti interessati delle possibili conseguenze connesse all'omessa presentazione del preavviso"
Non risulta che il questore Tagliente abbia mai fatto simili comunicati, né che abbia mai avvisato i tifosi sportivi romani di andare solo allo stadio e di non soffermarsi mai nei paraggi dello Stadio Olimpico, perché ci sarebbero “responsabilità penali e civili”. Non risulta che il questore Tagliente abbia allertato il giorno prima genitori, amici e “chiunque altro a conoscenza” per impedire assembramenti non autorizzati, pochi giorni fa, in occasione dell’inaugurazione di Trony nella zona Ponte Milvio a Roma, cosa che ha causato impazzimenti del traffico e occupazione di sedi stradali per ore da parte di migliaia e migliaia di persone. Sarà!?! Add a comment
 
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20
Ott
Intervista a Paolo Ferrero, segretario nazionale PRC

Segretario Paolo Ferrero, c'è un'inedita consonanza fra Di Pietro e il ministro Maroni sulla reintroduzione della legge Reale.

Una sciocchezza, ma anche un fatto gravissimo. Non solo per la sempre sbagliata idea di legislazione di emergenza, che ha solo fatto danni, ma perché ora il tema diventa l'ordine pubblico. Serve a chi non vuole discutere della crisi. E se questo gioco lo fa il governo, si capisce. Se lo fa una forza d'opposizione è una follia.
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18
Ott

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Di Simone Oggionni

La prima notizia è che a Roma sono scese in piazza 500.000 persone, di cui tantissimi giovani. E’ un numero enorme, che rappresenta la realtà di un Paese che ha da molto superato il livello di sopportazione rispetto al suo governo e – quel che è forse ancora più importante – rispetto alle politiche neoliberiste che oggi sta attuando Berlusconi ma che domani potrebbe mettere in pratica qualsiasi altro governo. Esiste cioè una insofferenza nei confronti di questo sistema, delle sue crisi e delle sue ingiustizie, della sua violenza (che è la vera violenza, non dimentichiamocelo mai, quella che uccide e rende difficile se non impossibile vivere, giorno dopo giorno) che è grande e che va valorizzata in tutta la sua eccezionalità. Add a comment
Ultimo aggiornamento Martedì 18 Ottobre 2011 20:49
 
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17
Ott

Di Checchino Antonini
Sono arrivati a Roma in mezzo milione, almeno. La dispersione in tanti rivoli, dovuta all'esito del corteo, rivelava ancora di più la portata dei manifestanti. Non doveva essere una festa. L'indignazione, di per sé, non rimanda a dinamiche ludiche ma alla crudezza della crisi e della polverizzazione sociale che produce. Ma le messe in scena di guerriglia, le colonne spettrali di fumo, le carcasse annerite di automobili, spesso non di lusso, restate impigliate al passaggio di pezzi di corteo lasciano una domanda inevasa: di chi è un corteo? Domanda che diventa ancora più urlata se sotto le colonne di fumo nero si sente la gente che strilla "fascisti, smettetela, via dal corteo!" a giovanotti che si prendono molto sul serio mentre, avvolti dai cappucci d'ordinanza, danno fuoco a cassonetti di immondizia. Davvero è sufficiente etichettarli come infiltrati?
Non doveva essere una festa ma doveva essere una presa di parola di massa tant'è che non s'era costruito un palco centrale per dare modo di attivare sei speak corner nella grande S.Giovanni dove improvvisare assemblee all'aperto e, magari, mettere le tende - qui e là, lungo il percorso, per discutere di come rendere permanente una mobilitazione che altrimenti sarebbe stata solo una passeggiata innocua tra i Fori o il grottesco carnevale del riot. Add a comment

 
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15
Ott

Scritto da Administrator   

Di Paolo Ferrero

Oggi saremo così tanti in piazza da non riuscire ad incontrarci. Per questo colgo l’occasione per salutarvi e augurarvi buona manifestazione a tutti e tutte.

Quella di oggi non è una manifestazione normale. Non solo perché ha una dimensione internazionale o perché cade in un momento assai particolare della vita politica del paese con lo spettacolo indecoroso del governo Berlusconi che ci proponiamo di cacciare il prima possibile per andare ad elezioni anticipate.

La manifestazione di oggi è l’occasione da cui partire per costruire un movimento di massa  contro la gestione capitalistica della crisi. Contro il neoliberismo pornografico di Berlusconi come contro quello austero della Banca Centrale Europea. Questo e non altro è la posta in gioco oggi. Non si tratta ancora di una realtà, si tratta di una possibilità a cui allude il giusto slogan “i vostri debiti non li paghiamo”. Una possibilità necessaria per costruire l’alternativa alla barbarie  che stanno costruendo le classi dirigenti. Add a comment

Ultimo aggiornamento Sabato 15 Ottobre 2011 00:29
 
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