Di Marco Sferini
Di Simone OggionniIl quorum è raggiunto e abbondantemente superato. La maggioranza degli italiani è andata a votare ed ha votato compattamente quattro sì, per difendere l’acqua pubblica, per contrastare il nucleare e per ribadire che la giustizia è uguale per tutti, per noi comuni cittadini come per il nostro premier. È un risultato immenso, grande tanto quanto la generosità di tutti coloro i quali hanno dedicato anima e corpo ad un’idea che ai più, all’inizio, sembrava impossibile.
Oggi, invece, la maggioranza del popolo italiano ha scritto una pagina importante della nostra Storia democratica. Add a comment
“I dati che abbiamo attualmente disponibili su Roma sono davvero entusiasmanti. Il quorum è stato ampiamente superato e lo splendido risultato della consultazione elettorale nella Capitale testimonia di una città che ha resistito al degrado in cui l’ha sprofondata la destra e che ora chiede di cambiare”. E’ quanto afferma il portavoce romano della Federazione della Sinistra, Fabio Alberti.
“Questa vittoria parla di una città che dice basta con la furia privatrizzatrice di Alemanno – continua - con la corruzione e il nepotismo e che chiede un nuovo modello di sviluppo basato sul rispetto per l’ambiente. Dobbiamo questo risultato innanzi tutto ai comitati e ai movimenti che lo hanno promosso e sostenuto. Ora si devono trarre le conseguenze, per prima cosa fermando il processo di privatizzazione delle aziende pubbliche, ripubblicizzando Acea, abbandonando l’idea di privatizzare Farmacap. Ma si deve andare oltre. L’alleanza che ha portato a questo risultato può essere la base per cambiare Roma. Allo schieramento referendario - conclude Alberti - proponiamo di discutere subito del programma per un’alternativa per Roma che parta dai contenuti dei referendum e che consideri la città un bene comune”.
Di Giorgio NebbiaSettimana di referendum ecologici, questa; domenica e lunedì prossimi saremo chiamati ad esprimere il parere su alcune leggi di notevole importanza. Uno di questi, quello con la scheda “Grigia”, chiede ai cittadini se si vuole o no abrogare una legge che rende possibile l’installazione di centrali nucleari in Italia. Nel 2008 il governo ha deciso di costruire, con i francesi, quattro centrali nucleari di grande potenza e da allora ha emanato varie leggi che stabilivano i criteri di insediamento delle centrali, di scelta delle località in cui le centrali sarebbero state installate, ha stabilito la costituzione di una agenzia per la sicurezza nucleare.
Nei mesi successivi si è sollevato un vasto movimento di protesta, sulla base del ricordo dei disastri alle centrali di Three Mile Island in America (nel 1979) e di Chernobyl in Ucraina (1986). Molte popolazioni ricordavano che i loro territori erano già stati riconosciuti non adatti ad “ospitare” centrali nucleari perché esposti a terremoti e alluvioni o perché povere di acqua. La legge e i successivi decreti stabilivano anche i criteri per seppellire le migliaia di tonnellate di scorie nucleari ancora esistenti in Italia e ancora una volta molti hanno ricordato le contestazioni alle scelte di Scanzano in Basilicata, di Saluggia in Piemonte, dove già si trovano molti materiali nucleari. Insomma è nato un movimento che ha depositato la richiesta di referendum per abrogare tali leggi.
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Voglio ringraziare uno per uno i compagni e le compagne che hanno lavorato in questi giorni a questo appuntamento, che hanno lavorato in cucina, che hanno allestito e pulito la sala, non soltanto quelli che hanno scritto e preparato i documenti. Perché i nostri partiti e la sinistra vivono non soltanto di grandi idee e di grandi strategie, ma anche di questi piccoli gesti quotidiani di militanza e di dedizione. Ho chiesto la parola adesso perché vedo qui in sala tante compagne e tanti compagni a cui voglio bene, che fanno parte della mia famiglia, della mia comunità, del mio partito. Add a comment