Grazie a Rifondazione Comunista e alla Federazione della Sinistra, anche a Roma MANIFESTARE NON E' UN REATO! Con buona pace di Alemanno e della Giunta di Roma è stato bloccato il tentativo subdolo della giunta capitolina di reprimere il conflitto sociale. Da oggi le strade e le piazze di Roma tornano libere!
Da Paese Sera on line:
Condannati al pagamento delle spese di giudizio il Comune di Roma e la Presidenza del Consiglio dei ministri. Peduzzi, Nobile e Alberti (Fds): "Con questa pronuncia è stato bloccato il tentativo subdolo della giunta capitolina di reprimere il conflitto sociale"
“Manifestare non è un reato, con buona pace di Alemanno e della Giunta di Roma. Lo ha stabilito stamane il Tar del Lazio, accogliendo il ricorso presentato dalla Federazione della Sinistra” lo rendono noto i consiglieri regionali della Federazione della Sinistra, Ivano Peduzzi e Fabio Nobile e il portavoce romano della Fds, Fabio Alberti.
“Il Tribunale Amministrativo ha annullato l’ordinanza condannando il Comune di Roma e la Presidenza del Consiglio dei ministri al pagamento delle spese di giudizio. E’ una sentenza molto importante - dichiarano in una nota congiunta Peduzzi, Nobile e Alberti - perché stabilisce l’impossibilità per Alemanno e la sua Giunta di porre in essere in futuro atti di analogo contenuto”.
“Grande soddisfazione per la Federazione della Sinistra, perché con questa pronuncia è stato bloccato il tentativo subdolo della giunta capitolina di reprimere il conflitto sociale. In un momento come questo – concludono - in cui i provvedimenti antipopolari sono all’ordine del giorno, è stato ripristinato un diritto fondamentale: quello di manifestare. Da oggi, le strade e le piazze di Roma tornano libere”.
Diffondiamo il comunicato dell'Assemblea Permanente delle Donne contro la proposta di legge Tarzia, sul nuovo attacco della Giunta Polverini ai consultori pubblici.
La Giunta Polverini ci riprova. Ancora una volta abbiamo capito chiaramente quali sono le priorità della Giunta Regionale.
Ieri, in commissione lavoro, durante la discussione sulla proposta di legge sul 'sistema integrato di interventi dei servizi e delle prestazioni sociali per la persona e la famiglia nella regione Lazio', l'Assessore Forte ha compiuto l'ennesimo tentativo di cancellare i Consultori Familiari così come li abbiamo conosciuti e così come, con le lotte, ce li siamo conquistati.
È stato, infatti, presentato un emendamento con il quale si vuole abrogare l'Art. 6 della L.R. 15/76, ovvero quell’articolo dove viene definita e normata l'attività dei consultori e la loro funzione. L'emendamento per il momento è stato accantonato grazie alle pressioni delle opposizioni, ma questo non cancella la sua gravità e non significa che il pericolo sia scongiurato.
Questo ulteriore attacco alla salute e alla libertà di scelta delle donne, viene non a caso a neanche un mese di distanza dalla dimostrazione di forza e autorevolezza dell'Assemblea permanente delle donne contro la proposta Tarzia, Assemblea promotrice dell’incontro nazionale sulla difesa dei consultori e dell'autodeterminazione delle donne “La vita siamo noi” - che ha fatto confluire a Roma centinaia di donne da tutt'Italia, che si stanno organizzando per opporsi ai continui e reiterati attacchi contro i loro diritti e i loro spazi di libertà. Add a comment
Di Manuela Grano, responsabile diritti Giovani Comunisti
C’erano tante donne e tanti uomini giovedì scorso in piazza a Roma, come in altre città d’Italia, per ricordare Stefania Noce e tutte le altre donne a cui un uomo ha deciso di negare il più elementare dei diritti, quello alla vita. Migliaia di fiaccole si sono accese per far luce su un tema troppo a lungo ignorato: la violenza maschile sulle donne.>In Italia, un Paese cosiddetto democratico “avanzato”,le donne vivono una guerra in tempo di pace. I numeri della violenza di genere non lasciano spazio a fraintendimenti: la violenza maschile è la prima causa di morte nel nostro Paese per le donne tra i 16 e i 44 anni; sono sei milioni 743 mila, secondo l’ISTAT, le donne che hanno subito una violenza fisica e sessuale; 97 sono le donne uccise nel 2011, 13 in questo primo scorcio di 2012, e nella maggior parte dei casi l’assassino aveva le chiavi di casa. Stefania è quindi una delle tante, troppe, donne che ha pagato con il prezzo più alto la sua libertà di decidere della propria vita.
Per il segretario del Prc Paolo Ferrero «gli arresti di stamane sono l'ennesimo tentativo di ridurre il movimento No tav ad un problema di ordine pubblico al fine di dividerlo e delegittimarlo. È l'ennesimo punto di continuità tra il governo Berlusconi e il governo Monti: non si riconoscono le ragioni di chi protesta, non si tratta, ma si agisce militarmente, si determina un clima di tensione e poi si processa sulla base degli scontri che avvengono. Il 28 giugno e il 3 luglio ho partecipato anch'io alle manifestazioni in Val di Susa -ricorda quindi- sono stato abbondantemente gasato e voglio affermare ancora una volta che - al contrario di cosa si vuol far credere - il movimento No tav non è un problema di ordine pubblico ma una grande esperienza politica», ha concluso.
Di Luca Fazio, su "il manifesto"
Confermata la privatizzazione dei servizi pubblici locali e la norma che smonta il voto di giugno. Tra un comma e l’altro, mortificati referendum e democrazia. Blitz in via XX Settembre: «Nessuno può tradire il voto di degli italiani»
Un piccolo blitz, una sorsata di democrazia. Tanto per ricominciare. Del resto qualcuno li dovrà pur rappresentare quei 26 milioni di italiani che lo scorso giugno hanno votato per dire (al governo Berlusconi) che l’acqua è un bene comune e un diritto umano universale. Anche se il destinatario oggi è cambiato ed è addirittura molto più insidioso, perché adesso è il governo Monti che si appresta a violare l’esito di una consultazione democratica per consegnare l’acqua – anche l’acqua – nelle mani del mercato.
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