La Campagna di Obbedienza civile sotto il Campidoglio di lunedì 2 aprile, contro la privatizzazione di Acea e le politiche di Alemanno!!
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di Ivan Cicconi
Se ne sentono di tutti i colori sulla bocca dei sostenitori della Tav Torino-Lione. Il luogo comune più gettonato è il richiamo alle decisioni democraticamente assunte che non possono essere bloccate da una minoranza (per di più violenta). Bene, parliamone, guardando agli atti.
Chi e come ha deciso la realizzazione del "cunicolo esplorativo" per il quale a Chiomonte si sta procedendo manu militari alla occupazione dei terreni sui quali aprire il cantiere per la sua realizzazione?
Nell'avviso pubblico del 2010 con il quale si è avviato il procedimento, LTF dichiara testualmente: "Che il cunicolo esplorativo de La Maddalena è progettualmente necessario ai fini della realizzazione del collegamento ferroviario Torino-Lione che rientra nell'ambito del primo Programma delle Infrastrutture Strategiche di cui alla Deliberazione del 21 dicembre 2001, n. 121/2001 (Legge Obbiettivo) del Comitato Interministeriale per la Programmazione Economica (CIPE)". Add a comment
L’area del cantiere sempre più militarizzata. Colonne di blindati sgomberano i manifestanti mentre una ruspa rimuove le barricate Sconosciuti danno alle fiamme le auto di due no tav. La polizia carica e disperde i manifestanti sull’autostrada Torino-Bardonecchia. I sindaci della valle presenti al presidio contro il cantiere Chi imbocca in questi giorni l’Autostrada A32 per Bardonecchia e il traforo del Frejus trova quasi subito un cartello luminoso che lo obbliga a uscire poco dopo sulla statale che risale la valle: «Tratta Avigliana-Susa chiusa per motivi di ordine pubblico». Che il tratto di autostrada sia chiuso è vero, la causa no. Sullo svincolo dell’autostrada dove sorge il nuovo presidio, poco prima di Bussoleno qualcuno ha scritto sul guardrail «Road closed for dignity». L’affermazione corrisponde al vero, non è una questione di punti di vista.
La mattinata del terzo giorno di blocco scorre tranquilla dopo una notte apparentemente calma: l’apparenza però spesso inganna e se in autostrada tutto filava liscio a poche decine di metri qualcuno incendiava tre auto di altrettanti notav della valle che vegliavano ignari al presidio. Poi, per confondere un po’ le acque la stessa mano tentava di dare alle fiamme un magazzino e il telone di uno dei tir bloccati da due giorni sulla statale.
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COMUNICATO STAMPA TAV – FERRERO (PRC –FEDERAZIONE DELLA SINISTRA): RICOMINCIATA VERGOGNOSA CACCIA ALL’UOMO IN VAL DI SUSA Paolo Ferrero, segretario nazionale di Rifondazione Comunista – FdS ha dichiarato: “In val di Susa in questi minuti è ricominciata una vergognosa caccia all’uomo, con metodi inaccettabili. Sono state fermate del tutto gratuitamente varie persone tra cui la segretaria di Rifondazione Comunista di Bussoleno, insultata e malmenata, a cui è stato anche impedito di parlare per telefono con il sottoscritto. Una vergogna, indegna di un paese civile in cui lo stato invece che dialogare con la popolazione li tratta come nemici da reprimere. Evidentemente il tentativo è quello di esacerbare ulteriormente gli animi e per questo richiedo al governo di fermare la repressione e i lavori della TAV, al fine di aprire finalmente un dialogo con la popolazione”.
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Di Marco Revelli, su "il manifesto"
La verità su quanto sta accadendo in Val di Susa, e sul suo significato generale, sta tutta in una quarantina di ore. Nel breve spazio che va dal sabato pomeriggio al lunedì mattina. Sabato, una valle intera – un popolo – molte decine di migliaia di persone, anziani, giovani, donne, bambini, contadini, operai, piccoli imprenditori, commercianti, “popolazione”, riempiono le strade, i campi circostanti, le rotatorie e i borghi, per dire no al Tav. Pacificamente, con volti sorridenti e idee chiare in testa. Lunedì mattina – come se niente fosse – una colonna di uomini armati marcia, secondo programma, sull’area-simbolo di Clarea, sui terreni di proprietà comune risparmiati dal primo blitz del 27 giugno 2011 e diventati il simbolo della resistenza, per occuparli. Indifferenti a tutto, muovono per spianare la Baita che ha ospitato in questi mesi l’anima della valle, come se con le ruspe potessero cancellare le ragioni di tutti. In mezzo, un uomo che cade da un traliccio, folgorato, e solo per miracolo non perde la vita. Add a comment