Di Claudio GrassiSi sta avvicinando la scadenza elettorale amministrativa del 15 maggio. Mancano ancora dieci giorni alla presentazione di liste e candidati, ma il quadro è sufficientemente chiaro per fare alcune valutazioni.
In primo luogo l’importanza del test elettorale. Non solo perché coinvolge oltre 10 milioni di elettrici ed elettori – fatto di per sé assai significativo – ma anche perché, in un contesto di latente crisi di governo, qualora le forze politiche che lo sostengono subissero un arretramento elettorale, la crisi potrebbe accentuarsi. Sarà anche interessante vedere il consenso reale delle varie forze politiche, anche per capire se i sondaggi che ci sono stati propinati quasi giornalmente in questi mesi hanno una qualche corrispondenza con la realtà.
Sono soddisfatto di come la Federazione della Sinistra si presenta a queste elezioni. Le difficoltà non mancano, basti pensare a Reggio Calabria, ma la condizione prevalente è positiva. Ovviamente questo non significa che i problemi generali della Fds siano superati (mi riferisco al modo con cui si è proceduto alla elezione del portavoce e alla impasse che ne è seguita: ad oggi non si è più riunito alcun organismo della Fds). Questi problemi ci sono ancora tutti e occorre lavorare per risolverli, ma la scelta delle alleanze che è stata fatta, città per città, mi sembra positiva.
Riassumo quelle principali e che conosco, scusandomi per le situazioni che tralascio e che magari potranno essere illustrate dai vostri commenti.
Torino: siamo fuori dalla coalizione del centrosinistra. Ci presentiamo come Federazione della Sinistra, assieme a Sinistra Critica, con il candidato Juri Bossuto, compagno di Rifondazione già consigliere regionale. Il candidato del centrosinistra è Piero Fassino. Non poteva essere da noi sostenuto visto che si è schierato apertamente con Marchionne in occasione del referendum di Mirafiori. Inizialmente avevamo puntato sulla candidatura di Airaudo (segretario generale della Fiom di Torino) e successivamente su quella di Cremaschi (presidente del Comitato centrale della Fiom) ma, purtroppo, entrambi questi compagni hanno declinato l’offerta. Sel, che non ha presentato ufficialmente un proprio candidato alle primarie, partecipa alla coalizione che sostiene Fassino.
Milano: siamo nella coalizione di centrosinistra guidata da Giuliano Pisapia, compagno che abbiamo sostenuto fin dalle primarie. La Federazione della Sinistra si presenta con una sua lista, dopo che Sel ha rifiutato di fare una lista unitaria (bicicletta con i due simboli). Tra tutte le città dove si vota credo che Milano sia la più importante, poiché, se vincesse il centrosinistra, non solo avremmo un ottimo sindaco, ma verrebbe strappata alla destra, a Berlusconi e alla Lega la capitale del Nord!
Bologna: siamo nella coalizione di centrosinistra guidata da Merola, candidato del Pd che ha vinto le primarie contro Amelia Frascaroli (sostenuta da Sel e dalla Fds). Anche qui Sel non ha accettato la nostra proposta di lista unitaria, quindi ci presentiamo come Federazione della Sinistra. Nella nostra lista è candidato, tra gli altri, lo scrittore Evangelisti.
Napoli: come è noto sosteniamo De Magistris, assieme all’Italia dei Valori e a una lista civica. Lo sosteniamo convintamente non per la persona in sé (siamo critici contro tutte le forme di personalizzazione della politica), ma per il programma che propone per Napoli e perché il candidato del Pd, Morcone, oltre a presentare un programma molto più arretrato, è sostenuto anche dalle forze centriste. Sel sostiene Morcone, dopo un referendum tra i suoi iscritti che ha fatto emergere una divisione del partito su questa scelta.
Salerno: il centrosinistra, compresa Sel, sostiene De Luca, il candidato a presidente della Regione Campania che già nel 2010 non avevamo sostenuto per le sue posizioni intollerabili nei confronti dei migranti e per la sua contiguità a settori della destra. La Fds sostiene una candidata ex Pd assieme all’Idv.
Cosenza: Sel, Idv, Mpa, Io Sud sostengono Paolini, presidente nazionale dell’Associazione italiana dell’ospedalità privata (i padroni delle cliniche private); la Fds, insieme a diverse liste di movimento, sostiene l’assessore alla cultura uscente del Pd. Il Pd è esploso. Localmente aveva appoggiato Paolini, nazionalmente pare abbiano bloccato la decisione: vedremo cosa succederà.
Reggio Calabria: alla fine è stato premiato il lavoro fatto per tempo da Rifondazione Comunista di candidare a sindaco della città Massimo Canale, compagno del Pdci, già segretario provinciale di quel partito. Lo appoggeranno anche il Pd e diverse liste civiche e di movimento. Purtroppo Sel e Idv hanno deciso di confluire su un candidato centrista, scegliendo la rottura anche in provincia, dove, a sostegno del candidato uscente Morabito (Pd), convergono invece Pd e Prc. Peccato che il Pdci, inspiegabilmente, ad oggi non abbia ancora espresso il sostegno alla coalizione guidata da Massimo Canale. Vedremo la decisione che prenderanno nei prossimi giorni.
Sono molte altre le città in cui si vota e, come dicevo sopra, sarebbe interessante conoscere direttamente da voi come stanno le cose.
Queste situazioni che ho richiamato – e che sono sicuramente tra le più significative – mi pare si prestino ad alcune riflessioni che qui vorrei brevemente proporre e che riguardano le forze a sinistra del Pd.
Nonostante le difficoltà di tipo politico generale (mancanza di visibilità e un progetto ancora incompiuto costruito troppo a rilento), la Fds ha dimostrato – dentro una propensione unitaria – di scegliere la propria collocazione non a prescindere, ma a partire dai contenuti dei candidati e delle coalizioni. Lo dimostra la scelta di Torino e di Napoli, ma anche di Salerno e di Cosenza. La stessa cosa non si può dire di Sel che, pur essendo stata con noi per il no a Marchionne, a Torino sostiene Fassino e a Napoli – pur essendovi De Magistris con il quale Vendola aveva fatto numerose iniziative comuni – ha scelto di sostenere un candidato del Pd che guarda al centro.
Altra riflessione: quasi ovunque, dove si trova in coalizione con Sel, la Fds ha proposto liste unitarie. In pochissimi posti Sel ha accettato di farle. Noi abbiamo fatto la nostra parte; su altri incombono le responsabilità della mancata unità della sinistra.
Per questi motivi, come dicevo all’inizio, sono soddisfatto di come la Fds si è comportata nel fare (o tentare di costruire) le alleanze a queste elezioni. Unità e autonomia, un binomio che abbiamo praticato e che ritengo tuttora valido.
Questo è sufficiente per ritenere che la Fds avrà un buon risultato? Sicuramente no. Tuttavia ci mette nelle condizioni di lavorare con impegno e passione affinché l’esito sia il migliore possibile. Le nostre differenze e divisioni interne in questo momento devono essere assolutamente accantonate per fare una campagna elettorale “ventre a terra”.
Ai compagni e alle compagne di Sel, a cui auguro comunque un buon risultato elettorale, rivolgo una critica. Penso abbiano commesso un errore, in alcune situazioni particolari (a cominciare da Napoli e Torino), nel privilegiare l’alleanza col Pd rispetto alla coerenza con alcune lotte condotte insieme. E penso abbiano sbagliato a dare più ascolto ai sondaggi che alle ragioni politiche, che li avrebbero indotti a lavorare, quasi ovunque, per fare liste unitarie con la Fds.












