Omar Minniti
Consigliere Provinciale - Capogruppo Prc Provincia di Reggio Calabria
Il clima della mattinata e l'accoglienza dei villesi.
Ho partecipato al corteo No Ponte nello spezzone della Federazione della Sinistra. Assieme ad altri compagni del Prc e del Pdci facevo parte anche del servizio d'ordine predisposto dai promotori dell'iniziativa: avevamo il compito di garantire che durante la manifestazione filasse tutto liscio e che nessuno rovinasse quella che doveva essere una giornata di festa. E così è stato per tutta la mattinata: il corteo ha attraversato Villa e Cannitello tra slogan e musica dei sound system, con gente di ogni età che ha voluto smentire gli allarmi lanciati nei giorni scorsi, che annunciavo l'arrivo di “orde di black bloc e devastatori”. Nessuna scritta è stata vergata sui muri della città, nessuna automobile è stata scalfita. Nulla di nulla.
Nonostante ciò, l'accoglienza dei villesi è stata alterna. Qualcuno ha creduto alla “disinformacja” che, a quanto pare, ha visto protagoniste anche le autorità prefettizie del Comune commissariato. Diversi commercianti hanno deciso di chiudere in serrata i loro esercizi, ma come contrappeso c'erano centinaia di cittadini che – specie a Cannitello – hanno applaudito al passaggio del corteo ed esposto sui balconi le bandiere del No Ponte. Sempre a Cannitello, la maggior parte dei bar e dei ristoranti del lungomare è rimasta aperta e si è dotata anche di gazebo per fornire pasti ai convenuti.
La partecipazione
Ci aspettavamo la presenza di ben oltre 20 mila dimostranti. Il lavoro preparativo della Rete No Ponte è stato grandioso ed ha coinvolto decine di movimenti e realtà associative. Purtroppo, il maltempo che ha martellato l'area dello Stretto e tutto il Sud Italia nell'ultima settimana, compresa la giornata di sabato, ha in parte depotenziato la partecipazione. In più, hanno giocato un ruolo nefasto i gravi disservizi nelle rete stradale e ferroviaria: alcuni treni hanno portato anche due ore di ritardo e numerosi bus e mezzi privati sono rimasti bloccati sull'A3.
La morte di Nisticò
Quando il corteo è giunto a Cannitello, sul palco si è dato via agli interventi degli oratori. Anch'io ho preso la parola per portare i saluti della Provincia di Reggio. Nisticò è intervenuto subito dopo Ulderico Pesce. Le sue sono state delle parole accorate, pronunciate con grande sforzo emotivo: ha denunciato la situazione dei trasporti nella fascia jonica calabrese, a partire dallo stato in cui versa la SS 106. Ero sotto il palco ad ascoltare questo omone dalla voce possente ma dalla faccia buona. Nemmeno il tempo di applaudirlo per la sua oratoria che accade l'impensabile: Nisticò compie un paio di passi per allontanarsi dal microfono e cedere il posto al successivo intervento, barcolla e subito si accascia sul palco.
I primi soccorsi glieli portano i ragazzi del servizio d'ordine presenti nelle vicinanze. Si capisce che le condizioni sono drammatiche e si invoca l'intervento dei medici presenti in piazza. Salgo anch'io sul palco a dare una mano, mentre altri membri del servizio d'ordine formano un cordone per tenere lontani gli altri manifestanti. Finalmente giungono tre medici della Polizia che praticano a Nisticò il massaggio cardiaco, dopo avergli strappato la camicia e aperto i pantaloni. Ripetono l'operazione diverse volte: dopo un tentativo Nisticò pare riprendersi, visto che il polso da qualche segnale positivo. Gli viene somministrato anche un farmaco. Il tutto avviene davanti lo sguardo sgomento del figlio Guerino e degli amici giunti con lui a Villa.
Ma i mezzi impiegati per soccorrere l'uomo appaiono sin da subito “spartani” e non all'altezza. Si avvicina al palco anche un'ambulanza della Polizia, ma in pratica è solo una “medicheria mobile”, che ha il compito di fornire i primi soccorsi agli agenti in caso di tafferugli. Era attrezzata per dare qualche punto di sutura, ma non per prestare aiuto ad una persona colpita da infarto. Nelle vicinanze non c'è nessun ambulanza del servizio sanitario: qualcuno dice che ve ne fosse solo una, poi andata via in seguito ad una chiamata. E' una cosa gravissima, in presenza di migliaia di persone!
Ho partecipato a decine di manifestazioni e non mi viene in mente una situazione analoga. Non capisco che criteri abbiano attuato la Prefettura e il Comitato per l'ordine pubblico nel contemplare questo aspetto della “gestione della piazza”: sul corteo “vigilavano” anche un elicottero, una motonave e personale dell'antiterrorismo, ma non c'era nessuno nelle condizioni di garantire sicurezza ai cittadini in caso di grave emergenza sanitaria. Nelle riunioni inter-istituzionali dei giorni precedenti al corteo era stato predisposto ogni aspetto: dai parcheggi per gli autobus alle soste vietate, dalle "gabbie di contenimento" per i manifestanti provenienti dalla Sicilia alla difesa degli "edifici a rischio". Ma non la presenza di avamposti medici attrezzati.
I medici della Polizia fanno il loro dovere come possono, con i pochi mezzi di cui dispongono. Nisticò ha bisogno di ossigeno, che gli viene somministrato con una mascherina dotata di pompa a mano. Non basta. Solo dopo diversi preziosi minuti si riesce a reperire una bombola. Il tempo passa ancora e, nonostante le innumerevoli telefonate al 118, non giunge sul posto nessuna ambulanza dotata di unità coronarica. Solo dopo una ventina di minuti si decide di trasferire Nisticò, in stato d'incoscienza ma ancora in vita, in ospedale: verrà condotto ai Riuniti col mezzo medico della Polizia. Un'ambulanza degna di questo nome giunge a Cannitello solo quando non c'è più bisogno, un quarto d'ora sopo la partenza di Nisticò.
Il servizio d'ordine ha mantenuto la calma
In piazza regnano l'indignazione e lo sbigottimento per ciò che è avvenuto. Tre o quattro manifestanti lanciano qualche cartaccia e bottiglia di plastica contro gli agenti in divisa, che si allontanano velocemente dal palco. Ma il servizio d'ordine della Rete No Ponte ha serrato subito i ranghi ed impedito che la situazione degenerasse. Non c'è stato nessun contatto fisico tra Polizia e manifestanti, grazie al cordone organizzato dai promotori del corteo che in pochi minuti ha riportato la calma. Dopo questi concitati momenti, anche la presenza delle forze dell'ordine è stata più discreta, limitata ai soli funzionari in borghese, che si sono raffrontati con la Rete sul proseguo dell'iniziativa. Giunge anche una fitta pioggia e, attorno alle 16.45, si è deciso di porre fine a quella che doveva essere una giornata di festa. Non era il caso di andare avanti.
Io ho ricevuto la notizia della morte di Nisticò da un amico medico, quando mi trovavo nella stazione di Cannitello in attesa di un treno per Reggio che, ovviamente, viaggiava in ritardo....












