Riceviamo e pubblichiamo il contributo del compagno Valerio Ferrandino, sull'esperienza delle lotte studentesche e delle liste nella sua scuola:
Fresco di tesseramento ma non nuovo alle iniziative dei GC, sento il bisogno di raccontare un'esperienza di politica scolastica che è reppresentativa del clima che alcune organizzazioni intendono instaurare all'interno della scuola italiana.
Nel settembre 2008, presso l'Istituto Tecnico Nautico "M. Colonna" da me frequentato, una compagine di studenti simpatizzante e/o aderenti ad organizzazioni di sinistra o di ispirazione sindacale diede vita alla lista "Studenti Uniti per il Colonna", per la quale occupai un seggio in seno al Consiglio d'Istituto.
Nell'ambito del grande fermento che abbiamo chiamato "L'Onda", adempii al mio compito ispirandomi ad una linea contestataria dei tagli e delle misure reazionario-oscurantiste adottate dal Consiglio e dall'Amministrazione, seguendo la mia coscienza e la linea del Partito, con cui gia ero in contatto grazie ad un compagno, che da GC aveva fatto giungere appoggio e sussidi per la nostra campagna elettorale.
Con i ragazzi della lista intraprendemmo numerose e significative battaglie, rispondendo a tutte le iniziative dannose per i corpo studentesco con tutte le forze a nostra disposizione.
Memorabile fu lo scontro sull'aumento della tassazione scolastica, che ci vide volantinare intensamente per svelare la "porcata", appogiata anche dai rappresentanti di altra lista, miei "colleghi".
Tentammo di intraprendere altre azioni, tra le quali la creazione di uno sportelo di consulenza per studenti con situazioni difficoltose di rapporto con l'Istituto, sportello che sarebbe potuto servire anche a migliorare l'azione delle rappresentanze studentesche.
Terminato l'anno scolastico 2008/2009, si giudicò buona l'idea di proseguire l'esperienza della lista unitaria "S.U.C.", con una formazione similare alla precedente. Capolista venne scelto un appartente all'Unione dei Studenti(UdS). Questo ragazzo partecipò alla stesura di un programma "serio", il quale prevedeva, tra l'altro, l'istituzione di un fondo per studenti bisognosi, democrazia interna, recupero degli spazi inutilizzati ed altri temi di vitale importanza per una scuola che rischia di sparire dinanzi all'avanzata congiunta della Riforma Gelmini e del ddl Aprea.
Cosa accade, dunque?
Svoltesi le elezioni studentesche, questo Udiessino viene eletto(unico per il SUC), unitamente ad un indipendente d'una lista vina a Forza Nuova-Casapound-Fiamma tricolore-Fascisteria Varia ed Assortita, a ad una <piddìna> ex-veltroniana approdata alla corte di Bersani.
Noi, sostenitori, elettori ed ex-eletti del SUC ci mettiamo in fiduciosa attesa del primo Consiglio d'Istituto per vederequali saranno i nuovi assetti di questa assise, parzialmente rinnovata anche nelle sue altre componenti, e qui che avviene il , l'amara sorpresa: voltate le spalle alla lista che l'ha sostenuto, l'Udiessino stringe subito una tacita alleanza con la piddìna e, insieme a questa, getta alle ortiche i buoni propositi della campagna elettorale per iniziare una rappresentanza blanda, rinunciataria, alla . Riffe, giochi studenteschi, Feste di Natale e non una parola per rivendicare le istanze studentesche, tra cui quella di 290 studenti firmatari di una richiesta per l'adeguamento dell'orario delle lazioni, in una scuola che conta 390 iscritti circa.
Il danno, viene da commentare, è ormai fatto. Ma bisogna saper trarre insegnamenti dagli errori per migliorare la strategia della lotta.
Dunque quest'eperienza c'insegna che, laddove un'alleanza è inispensabile, è necessario che ci si prevenga da infiltrazioni di elementi reazionari nelle liste sostenute dai GC, perché essi non possano attuare manovre contro l'interesse del corpo studentesco, radice e futuro di quel tessuto sociale in cui i GC operano per la trasformazione della società.
Inoltre è necessario che, dove il danno è già fatto, l'azione nefasta di questi infiltrati reazionari sia portato a coscenza degli studenti, in modo da erodere il consenso inizialmente riscosso da questi falsi rappresentanti.
Valerio Ferrandino












