“Indebolire il sistema dell’istruzione pubblica per favorire un modello basato sulla centralità delle scuole private cattoliche: questo è quello a cui aspirano i consiglieri Tarzia e Miele con la loro proposta di legge che va ad emendare le vigenti norme per l’attuazione del diritto allo studio”. Lo dichiarano, in una nota congiunta, Ivano Peduzzi, capogruppo della Federazione della Sinistra alla Regione Lazio e Fabio Nobile, vicepresidente della XIV Commissione - Scuola, diritto allo studio, formazione professionale e università.
“Evidentemente in linea con la visione confessionale che ha ispirato la proposta di legge sui consultori, -proseguono- anche qui la tendenza è quella di appaltare al privato di orientamento cattolico quei servizi pubblici che, oggetto di continui tagli, sono sempre più in difficoltà. A livello nazionale si opera per smantellare la scuola pubblica, garante di laicità, pluralismo e rispetto dell’altro, a livello regionale si tenta di far passare il concetto che l’unica istruzione di eccellenza sia quella offerta dalle private”.
“Di fronte al fatto che le famiglie pagano contributi onerosi nelle scuole pubbliche –continuano i consiglieri- è uno scandalo solo proporre una legge che favorisca economicamente le private andando contro il chiaro dettato costituzionale secondo cui queste possono attivarsi "senza oneri per lo Stato". Non possiamo accettare –concludono Peduzzi e Nobile- che dietro l’ostentata bandiera del diritto alla libertà di scelta educativa si celi l’ennesimo tentativo di sabotare il sistema scolastico pubblico”.












