Riportiamo il comunicato degli studenti di Architettura di Roma 3, esprimendo loro solidarietà di fronte alla repressione messa in atto dalle istituzioni universitarie.
Gli studenti e le studentesse di Multivercity denunciano con forza
l’atteggiamento che l’Università di Roma Tre ha messo in atto oggi, 5
giugno 2010.
Il progetto Multivecity, fondandosi sulla volontà di creare una nuova
forma e una nuova modalità di vivere l’Università come polo formativo e
laboratorio di progettazione sociale, crede e porta avanti il dialogo e il
confronto con tutti gli studenti, i professori ed i ricercatori, inteso
come unico strumento di discussione e azione.
La validità del progetto è stata dimostrata, nell’arco di queste due
settimane, da un’altissima partecipazione, sia da parte degli studenti che
dalle realtà esterne all’Università che, non solo hanno riconosciuto
apertamente il valore e la necessità di uno spazio aperto e attraversabile
da tutti, ma hanno contribuito alla costruzione di Multivercity portando
al suo interno le proprie esperienze e i propri percorsi.
I partecipanti al progetto Multivercity, tutti concordi e spinti alla
partecipazione dalla volontà di trasformare l’Università aprendola alla
città, creando spazi per le iniziative e attività studentesche, dallo
studio ai seminari, rendendola luogo di progettualità per conformare un ex
Mattatoio attraversabile e realmente unito e strutturandola come luogo in
cui i sogni, i desideri, le volontà e le peculiarità dei vari partecipanti
possano riprogettare il presente, denunciano ancora una volta il grave
atteggiamento delle istituzioni che oggi, dopo aver nuovamente negato il
confronto, hanno deciso di sporgere denuncia contro gli studenti.
Oggi, dopo numerosi tentativi di chiudere con lucchetti, catene e
saldature le porte di Multivercity, dopo aver negato agli studenti la
possibilità di dialogare con le istituzioni universitarie e aver deciso
di delegare la responsabilità al commissariato di zona, l’ Università di Roma
Tre ha deciso di chiudere definitivamente lo spazio Multivecity. Pochi
minuti fa, dopo la chiusura delle porte dell’ università, una squadra di
operai, con tutto il materiale necessario, è entrata con il compito di
murare tutte le porte di Multvercity. Alla risposta degli studenti che
hanno deciso di non uscire dallo spazio, l’ università minaccia di mandare
i carabinieri per sgomberarli.
Ribadiamo l’assurdità e l’illegittimità di questo atteggiamento per cui
gli studenti hanno come unici interlocutori figure esterne alle dinamiche
di Ateneo, per cui alla esigenze e alla proposizione degli studenti si
risponde con la chiusura forzata e il tentativo di annientare qualsiasi
terreno di cambiamento, per cui le forze dell’ ordine entrano nei
territori della cultura, del confronto e della libera partecipazione.
A tutto ciò gli studenti rispondono continuando a portare avanti i loro
progetti all’ interno di Multivercity , sottolineando l’ importanza del
loro progetto ed invitando tutte le persone che vivono l’Università, che credono nella partecipazione
alla costruzione dei luoghi che attraversano, e tutta la città ad
esprimere solidarietà e a partecipare a questo nuovo esperimento proposto dagli
studenti di Multivercity.
Gli studenti e le studentesse di Multivercity












